Quelle vie intrise di storia: i lati nascosti del nostro Paese

Svizzera

Escursione lungo i sentieri che custodiscono nei loro tracciati testimonianze di fatti e vicende di rilievo oppure che rievocano miti e leggende - LE FOTO

Quelle vie intrise di storia: i lati nascosti del nostro Paese

Quelle vie intrise di storia: i lati nascosti del nostro Paese

Chi pensa che un’escursione sia «solo» una passeggiata nella natura probabilmente non sa che alcuni itinerari rappresentano ben oltre che una via per una gita suggestiva e rigenerante. Ci sono sentieri che possono essere considerati dei veri e propri portali del tempo, che permettono di ripercorrere il passato sulle tracce di personaggi e avvenimenti storici. Così come ci sono percorsi che portano alla scoperta di miti e leggende impresse nella cultura popolare di un Paese. Dopo avervi presentato nelle scorse settimane una serie di itinerari che permettono di attraversare la Svizzera a piedi alla scoperta delle sue meraviglie, in questo numero vi proponiamo un’escursione lungo alcune vie che custodiscono nei loro tracciati testimonianze di fatti e vicende che, tra realtà e fantasia, hanno contrassegnato la storia del Paese. Il nostro viaggio nel tempo potrebbe partire dalla frazione di La Heutte nel canton Berna, dove un sentiero nel bosco realizzato negli anni ’90 ha portato alla luce una decina di impronte di dinosauri a cui è stato dedicato il tracciato (2,5 chilometri) con tanto di pannelli informativi. Il sentiero geo-paleontologico del Monte San Giorgio, con partenza da Meride, ci conduce invece alla scoperta di uno dei più importanti giacimenti fossiliferi al mondo – patrimonio mondiale dell’UNESCO – dove 240 milioni di anni fa vivevano pesci, molluschi e rettili ben più antichi dei dinosauri. Tracce di quest’ultimi si possono ammirare percorrendo anche la ViaJura che conduce da Basilea a Bienne attraverso le valli della Birse e della Suze. Un percorso costellato di testimonianze storiche, dalla colonizzazione romana ai nostri giorni.

Si dice che negli anfratti del Pilatus vivessero dei draghi, ai quali è stato dedicato un sentiero scavato nella roccia. © Shutterstock
Si dice che negli anfratti del Pilatus vivessero dei draghi, ai quali è stato dedicato un sentiero scavato nella roccia. © Shutterstock

Hanno lasciato un segno, seppure non tangibile, anche i draghi che nel Medioevo secondo miti e leggende abitavano nei brulli anfratti del Pilatus. Creature dall’animo gentile, a volte maldestre, a cui è dedicato un sentiero scavato nella roccia, il Drachenweg. A proposito di rocce, nel comune di Yverdon-les-Bains, la passeggiata che costeggia il Lago di Neuchâtel porta alla radura di Clendy, caratterizzata dalla presenza di ben 45 menhir. Megaliti monolitici eretti 6.000 anni fa e sprofondati nel sottosuolo attorno all’850 a.C., per poi riemerge a seguito di un abbassamento del livello del lago dovuto ad alcuni lavori.

La radura dei menhir di Clendy a Yverdon-les-Bains.
La radura dei menhir di Clendy a Yverdon-les-Bains.

L’area dei menhir di Clendy è molto simile a quella di Carnac in Francia ed è considerata il più importante sito neolitico in Svizzera. Dal Neolitico passiamo alla ViaRomana, che attraverso la regione dei Tre Laghi collega Ginevra ad Augst, dove sorge il sito archeologico Augusta Raurica. Il tracciato, che rientra tra gli Itinerari culturali elvetici, tocca inoltre Nyon, Losanna, Orbe, Avenches (un tempo battezzata Aventicum, l’antica capitale dell’Elvezia romana) e Soletta, tutte località dove sono stati fatti i ritrovamenti più importanti di reperti romani della Svizzera.

Nel suo periodo aureo la città romana di Augusta Raurica arrivò ad ospitare 20.000 abitanti. Oggi è il sito archeologico dell’era romana meglio conservato a nord delle Alpi. © Shutterstock
Nel suo periodo aureo la città romana di Augusta Raurica arrivò ad ospitare 20.000 abitanti. Oggi è il sito archeologico dell’era romana meglio conservato a nord delle Alpi. © Shutterstock

A figurare nel registro dei tragitti a lunga percorrenza dell’Impero romano, anche la ViaSpluga, che si snoda lungo antiche mulattiere da Thusis a Chiavenna in Italia, favorendo l’incontro con la storia e il contatto con un singolare paesaggio montano. Principale collegamento tra la Svizzera occidentale e la vicina Penisola, anche il Passo del Gran San Bernardo (raggiungibile dal sentiero che parte da Bourg-Saint-Pierre) ha molto da raccontare: il rifugio per viaggiatori fondato da Bernardo da Mentone nell’XI secolo divenne nel 1600 la prima dimora degli omonimi cani di salvataggio. Napoleone, ricordiamo, attraversò il passo nel maggio del 1800 con il suo esercito per schierarsi contro le truppe austriache nei pressi della città italiana di Alessandria. Il generale e imperatore dei francesi si adoperò inoltre per la costruzione nel 1805 della prima strada carrozzabile del Sempione. Strada di cui oggi restano pochi dei tratti originali e che viene incrociata dalla ViaStockalper, che prende il nome del mercante, notaio e barone svizzero Kaspar Stockalper che ne tracciò il percorso più di 300 anni fa da Briga a Gondo.

Nei Grigioni vi sono un sentiero e un villaggio dedicati ad Heidi, la protagonista dei romanzi di Johanna Spyri nonché la bambina svizzera più famosa al mondo.  © Shutterstock
Nei Grigioni vi sono un sentiero e un villaggio dedicati ad Heidi, la protagonista dei romanzi di Johanna Spyri nonché la bambina svizzera più famosa al mondo.  © Shutterstock

Infine, tra le personalità che con le loro imprese hanno lasciato il segno, non possiamo non citare Heidi, la bambina svizzera più famosa al mondo, protagonista dei romanzi di Johanna Spyri. Il sentiero dedicato alla piccola orfana cresciuta dal nonno parte dalla stazione di Maienfeld, la località grigionese che nel 1880 ha ispirato la scrittrice elvetica, e porta al villaggio dedicato ad Heidi dove la sua casa è oggi un museo. Da qui prende il via la seconda parte del sentiero, più impegnativa, che porta all’alpe di Heidi, l’Ochsenberg. Costeggia invece il Lago dei Quattro Cantoni con partenza dal prato del Grütli e arrivo a Brunnen, la ViaSvizzera: inaugurato nel 1991 in occasione del 700. anniversario della Confederazione, il percorso è suddiviso in 26 tratti, ognuno dei quali dedicato a un Cantone o semi-Cantone, e passa in rassegna la storia del Paese, rievocando fatti, eventi, tradizioni, miti e leggende, tra cui ovviamente quella di Guglielmo Tell.

La Via Svizzera costeggia il Lago dei Quattro Cantoni dal prato del Grütli a Brunnen. © Shutterstock
La Via Svizzera costeggia il Lago dei Quattro Cantoni dal prato del Grütli a Brunnen. © Shutterstock
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1 Lina Fornera - Red. AgendaSette
  • 2 Vacanze in Ticino
Ultime notizie: Tempo Libero
  • 1
  • 1