Sul terrazzo del Mendrisiotto

Itinerari

Posto a 1.700 metri d’altezza il Monte Generoso offre una panoramica mozzafiato su Alpi e Pianura Padana – Straordinarie meraviglie della natura e dell’uomo si possono scoprire anche lungo i suoi sentieri – Stagione al via nel weekend con l’apertura del Fiore di pietra

Sul terrazzo del Mendrisiotto
Lo spettacolare panorama che si gode dalla vetta del Monte Generoso, con il Fiore di pietra che riapre sabato 23 maggio. © Ferrovia Monte Generoso SA

Sul terrazzo del Mendrisiotto

Lo spettacolare panorama che si gode dalla vetta del Monte Generoso, con il Fiore di pietra che riapre sabato 23 maggio. © Ferrovia Monte Generoso SA

Un viaggiatore, amico del celebre uomo politico ticinese Brenno Bertoni, la definì «una di quelle montagne di latte-miele che i confettieri erigono con la panna ed impolverano con la cannella». Un’immagine curiosa per uno dei luoghi più affascinanti del Canton Ticino di cui rappresenta una sorta di baluardo meridionale, dalla cui vetta abbracciare un vasto panorama comprendente oltre a buona parte dell’arco alpino, la vastità della Pianura Padana arrivando, nei giorni più tersi, a spingere lo sguardo fino agli Appennini. Parliamo, lo avrete capito, del Monte Generoso che in questa tarda primavera è in grado di regalarci alcuni degli itinerari più piacevoli e interessanti – dal profilo paesaggistico e naturalistico – della parte bassa del cantone.

La ferrovia a cremagliera festeggia quest’anno i 130 anni di vita. Sottoposta a un’importante operazione di rinnovamento sarà nuovamente in funzione a partire dall’8 giugno. © Ferrovia Monte Generoso SA
La ferrovia a cremagliera festeggia quest’anno i 130 anni di vita. Sottoposta a un’importante operazione di rinnovamento sarà nuovamente in funzione a partire dall’8 giugno. © Ferrovia Monte Generoso SA

E se, ancora per alcuni giorni, la sua ascesa non è ancora agevole (la ferrovia che da Capolago porta alla sua sommità riprenderà le sue corse solo ad inizio giugno), le eventuali fatiche accumulate sui sentieri che da varie località (Arogno, Rovio, Mendrisio, Scudellate o, più semplicemente, dalla stazione intermedia del trenino di Bellavista) conducono ai 1.600 metri d’altezza dell’affascinante Fiore di Pietra (da dove un comodo sentiero conduce alla vetta vera e propria posta un centinaio di metri più in alto) sono ricompensate non solo dall’incantevole vista che si gode da lassù, ma anche dalle meraviglie naturali che è possibile scoprire lungo il percorso e che ne fanno «una specie di arca di Noè per numerose specie animali e vegetali» nonché un luogo che il trascorrere del tempo, dall’epoca delle glaciazioni ad oggi, ha modellato in modo unico, tra grotte, archi naturali e valli creatisi a seguito della lenta e costante erosione delle sue rocce calcaree e aree invece più collinari.

© Ferrovia Monte Generoso SA
© Ferrovia Monte Generoso SA

Una montagna bifronte
Tra le peculiarità del Monte Generoso c’è infatti quella di essere una vera e propria montagna bifronte: aspra, severa e intimidatrice nel versante che si specchia nel Ceresio; dolce, lussureggiante e invitante a Sud, tanto da prestarsi, sin dall’antichità, a un intenso utilizzo da parte dell’uomo attirato dai suoi pascoli, dai suoi soleggiati alpeggi ma anche da una posizione in grado di metterlo al riparo da eventuali pericoli. Una diversità che, oltre ad aver lasciato preziose eredità (ricchissimo il patrimonio fossile ritrovato del luogo e risalente a circa 200 milioni di anni fa, ma anche reperti più... recenti come i resti dell’Orso delle caverne che viveva in loco ed estintosi da 18/20.000 anni), ha favorito la presenza di ricchissimo patrimonio floro-faunistico. Sul Generoso sono infatti presenti più di 800 specie vegetali, alcune delle quali molto rare – una vastità che ne fa una delle oasi naturalistiche più preziose del Canton Ticino – nonché un’avifauna assai diversificata. Grazie alla sua posizione, la montagna rappresenta infatti un crocevia per le migrazioni fra le regioni dell’arco alpino e quelle padane: ad oggi vi sono state osservate e segnalate, specie nel periodo primaverile-estivo con il passaggio dei migratori e con l’arrivo dei nidificanti, oltre 130 specie delle 304 conosciute in Ticino.

I segni dell’uomo
Anche l’uomo ha lasciato parecchi segni su questa montagna sulla quale, grazie alla sua favorevole esposizione, agli ampi pascoli e ai suoi rigogliosi boschi da sempre ha vissuto e lavorato. Generazioni intere hanno vissuto di ciò che la montagna offriva loro: pastori, contadini ma anche carbonai, taglialegna, falegnami hanno fatto la storia di questo territorio, sviluppando un’economia semplice che negli ultimi anni ha ricominciato a vivere grazie ad alcuni pastori e contadini che durante l’estate ripopolano gli alpeggi con piccoli armenti di capre e di pecore e che producono i prodotti locali, fatti secondo l’antica tradizione.

© Ferrovia Monte Generoso SA
© Ferrovia Monte Generoso SA

Una presenza, quella umana, che nell’ultimo secolo ha conosciuto un grande impulso dopo la realizzazione, 130 anni fa della ferrovia a cremagliera che collega le rive del Lago di Lugano con la sua vetta: un’opera importante, ricca anch’essa di storia e di traversie di carattere anche geopolitico. Come quando all’inizio del secolo scorso la ferrovia e le strutture alberghiere sulle vetta furono acquistate da una società dietro la quale c’era l’esercito italiano che intendeva in tal modo garantirsi una «base» in Svizzera in grado di rafforzare quella linea di protezione – la «linea Cadorna» – creata per proteggere il Paese da un’eventuale invasione da nord. Velleità poi abbandonate dal regime fascista («Non ci interessa più», scrisse di suo pugno Mussolini sull’incarto relativo l’operazione) e che favorì il ritorno a una proprietà elvetica poi culminato, nel 1941, dal «salvataggio» da parte del fondatore di Migros Gottlieb Düttweiler che l’acquistò, affidandone la gestione alla cooperativa che ancora oggi se ne cura con operazioni quale la costruzione sulla vetta della maestosa struttura alberghiera Fiore di Pietra progettata da Mario Botta ma anche con l’ormai ultimato rinnovo dell’intera sovrastruttura ferroviaria che, come detto, sarà nuovamente agibile dai primi di giugno. Nel frattempo, buona camminata...

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In questo articolo:

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