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Ticinesi in guerra per la Svizzera

Tre atleti del nostro cantone parteciperanno alla «Battle of the Nations» in una fortezza serba: è la più grande sfida di combattimento medievale, e i concorrenti se le danno di santa ragione (ma con rispetto)

Ticinesi in guerra per la Svizzera

Ticinesi in guerra per la Svizzera

Ticinesi in guerra per la Svizzera
(Facebook/SuedalpTicino)

Ticinesi in guerra per la Svizzera

(Facebook/SuedalpTicino)

Se le daranno di santa ragione («ma sempre con rispetto») armati di spada, scudo, elmo, mazza, corazze e cotta di maglia. Non stiamo spoilerando la puntata del Trono di spade che andrà in onda domenica notte, ma dell’ormai imminente Campionato mondiale di combattimento medievale agonistico (il «Battle of the Nations») che si terrà, dal 2 al 5 maggio, alla – tra l’altro splendida – fortezza di Smederevo, in Serbia. E a difendere i colori rossocrociati ci saranno anche tre ticinesi del gruppo Südalp. Tra di loro anche Franco Bianchetti, un vero veterano visto che per lui si tratta della settima partecipazione. Ma di cosa si tratta? Iniziamo col dire che è un’attività decisamente insolita («Molto insolita» conferma Bianchetti). Uno sport nuovo – in realtà antico di almeno 700 anni –, poco conosciuto ma in crescita. Una disciplina che racchiude svariate discipline di contatto, dal judo al wrestling passando per la boxe e la lotta. Lo scopo è restare in piedi e far cadere l’avversario con quasi ogni mezzo disponibile. Ma è pericoloso? «Direi – ci spiega Bianchetti – che è più pericolosa la boxe anche se sì, a volte, alcuni si feriscono in modo non grave». Ma non è uno sport di forza pura. «Ci vuole visione di gioco, strategia e tattica di gruppo».

In 150 contro 150

Ma veniamo alla Battle of the Nations. Come funziona? «La nazionale svizzera - spiega Bianchetti - combatterà nella categoria principale, che prevede scontri cinque contro cinque. Con la Svizzera gareggeremo anche io e Luca, un altro atleta di Südalp». Il Team Helvetia milita nella lega silver (quella d’argento), che è già di un certo livello, e se la vedrà nel gruppo E con Polonia, Repubblica Ceca, Finlandia e Messico. Poi c’è la categoria 30 contro 30 (in cui la Svizzera sarà alleata con la Francia) e quella «Tutti contro tutti» femminile, in cui il Ticino sarà nuovamente rappresentato da un’atleta di Südalp: Ensara Haziri. Ma l’evento clou - e la grande novità dell’edizione 2019 del Campionato mondiale - sarà la maxi sfida 150 contro 150, con gli svizzeri che saranno alleati ad atleti di altre Nazioni per tentare di ottenere il titolo.

La sfida tra Russia e Ucraina del 2017

Quanta fatica

È uno sport, dicevamo, decisamente anomalo e insolito. «È effettivamente abbastanza cruento - ci spiega Bianchetti - ma i partecipanti conoscono bene il regolamento, e le armi sono spuntate. L’affondo con la spada, per esempio, non è consentito e lo stesso vale per altre parti del corpo vulnerabili, come per esempio il collo». Uno sport faticoso, basti pensare che la corazza da sola può pesare fino a 25 chili.

Ticinesi in guerra per la Svizzera

«Ispirati dalla fine del Trecento»

E anche il tipo di armamento deve avere una sua logica e una sua congruenza storica. «Noi facciamo riferimento al periodo che va dal 1390 al 1410, con armamenti tipici centroeuropei». Un periodo glorioso per i fanti svizzeri (vincitori al Morgarten e a Laupen) anche se in quell’epoca non ancora all’apice della loro potenza militare, giunta soprattutto dopo le battaglie di Morat (1476), di Nancy (1477) e di Novara (1513).

Ma facciamo un passo indietro e parliamo di Südalp, un gruppo di appassionati che da alcuni anni si cimentano in questa disciplina (per maggiori informazioni si può contattare la pagina www.facebook.com/SuedalpTicino). «La nostra uniforme - ci viene spiegato - porta i colori del Ticino, ma al contrario. Questo perché così possiamo mettere la croce bianca su sfondo rosso». E anche dal punto di vista storico un nesso c’è visto che più o meno in quel periodo i confederati iniziavano la loro presenza a Sud delle Alpi.

Suedalp vs Taurus (Volta Mantovana 2017)

Ma quanti «combattenti medievali agonistici» ci sono in Svizzera? Per Bianchetti sono una trentina. Gruppi impegnati durante l’anno anche in appuntamenti organizzati sul nostro territorio e che spesso si incontrano per allenarsi.

Nel «ranking» mondiale la nazionale più forte sembra essere la Russia, che al Battle of Nations dell’anno scorso si è aggiudicata 14 ori, 3 argenti e 5 bronzi. Al secondo posto si era qualificata l’Ucraina, seguita dalla Polonia.

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