Un’avventura tutta svizzera

Tempo libero

Giunge alla decima edizione la competizione SchweizExpress che porta i concorrenti a (ri)scoprire il Paese e le sue peculiarità nonché l’ospitalità elvetica

Un’avventura tutta svizzera
La sfida di «SchweizExpress»: percorrere 800 chilometri attraverso la Svizzera senza soldi né smartphone. © Jérémie Carron

Un’avventura tutta svizzera

La sfida di «SchweizExpress»: percorrere 800 chilometri attraverso la Svizzera senza soldi né smartphone. © Jérémie Carron

Alzi la mano sinistra chi ha fatto autostop almeno una volta in vita sua. Ora, alzi la mano destra chi è riuscito, negli ultimi tempi, a trascorrere un giorno o più senza mai – e sottolineiamo mai – guardare e utilizzare il telefonino. Se avete entrambe le braccia sollevate, c’è una possibilità che riusciate a compiere un’impresa che, a prima vista, molti potrebbero definire impossibile: attraversare la Svizzera senza un centesimo in tasca e senza l’ausilio dello smartphone o di apparecchi elettronici e digitali, facendo unicamente affidamento sulle proprie forze e capacità (di orientamento e adattamento) nonché sull’aiuto di chi si incontra per spostarsi, mangiare e trovare un alloggio. È la sfida lanciata da SchweizExpress, competizione all’insegna dell’avventura organizzata annualmente dall’omonima associazione con sede a Monthey con lo scopo di promuovere l’ospitalità elvetica ed eliminare il «Röstigraben». Ispirata al reality show Pechino Express, la gara giunge quest’anno alla decima edizione: «Abbiamo il piacere di confermare che si svolgerà dal 26 al 30 agosto, con le dovute precauzioni», fa sapere il presidente nonché fondatore Corentin Aymon, spiegando che è stato elaborato un apposito piano di protezione nel rispetto delle indicazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica.

Nel 2018 i concorrenti sono partiti dal castello di Gruyères (nella foto) e nel 2019 dalla rivetta Tell di Lugano. © SchweizExpress
Nel 2018 i concorrenti sono partiti dal castello di Gruyères (nella foto) e nel 2019 dalla rivetta Tell di Lugano. © SchweizExpress

Nell’arco di quattro giorni 26 coppie di partecipanti, provenienti da tutti i cantoni, dovranno percorrere oltre 800 chilometri, tra sfide e prove di conoscenza del territorio, agilità e intraprendenza. Il tutto senza conoscere il percorso, che cambia ogni anno: i luoghi da raggiungere vengono svelati man mano che si avanza nella competizione, la cui partenza rimane segreta fino all’ultimo.
In attesa del via a alla gara e di conoscere l’itinerario che dovranno intraprendere i concorrenti, abbiamo dato uno sguardo dietro le quinte di questa iniziativa nata un po’ per gioco, «dal desiderio di realizzare un progetto un po’ folle, inizialmente fra amici, per divertirsi durante l’estate 2011», spiega Aymon, evidenziando che «più che la competizione, a motivarci è il desiderio di incontrare le persone e di spostarci in modo dolce».

Ad ogni tappa i concorrenti ricevono le coordinate per la prossima meta. © CdT/Putzu
Ad ogni tappa i concorrenti ricevono le coordinate per la prossima meta. © CdT/Putzu

Il concetto alla base di SchweizExpress è anche e soprattutto quello di offrire ai partecipanti la possibilità di (ri)scoprire le differenze culturali e geografiche che rappresentano la peculiarità della Svizzera. Nel 2011, racconta il presidente, «si erano iscritte dieci coppie, ma solo quattro si sono presentate il giorno della partenza». E com’è andata? viene spontaneo chiedere. «La prima edizione è stata grandiosa e ci ha dato l’opportunità di trascorrere un magnifico fine settimana nell’Oberland bernese. Organizzare una seconda edizione è stato dunque d’obbligo», risponde sorridendo Aymon. E tra poco meno di un mese SchweizExpress taglierà il traguardo dei dieci anni, con un bagaglio ricco di esperienze e di emozioni, ricordi e aneddoti.

Un’avventura tutta svizzera

«Nel 2013 – rammenta – due amici decisero di rinunciare a qualsiasi conforto rendendo l’avventura ancora più dura. La prima notte dormirono all’aperto, senza tenda, a Davos, dove c’erano 6-7 gradi. Il giorno seguente, grazie a un incontro magico, furono ospitati da un generoso abitante del Luganese in una magnifica villa che preparò per loro un sontuoso barbecue per cena e una borsa da picnic zeppa di alimenti per il giorno successivo. Pura generosità che li commosse molto. Quell’anno fu anche fondamentale per la trasformazione di SchweizExpress da una gara fra amici a una competizione più professionale. La co-fondatrice Laurianne Torrenté lasciò infatti l’organizzazione e, per sostituirla, fu formato un comitato di dieci persone, tutte ex partecipanti. Quindi, risale a quell’anno l’istituzione dell’associazione SchweizExpress».

Per gli oltre cinquanta partecipanti la bandiera di «SchweizExpress» è un punto di riferimento, che conferma loro di essere giunti a destinazione. © CdT/Putzu
Per gli oltre cinquanta partecipanti la bandiera di «SchweizExpress» è un punto di riferimento, che conferma loro di essere giunti a destinazione. © CdT/Putzu

Si aspettava di arrivare a organizzare dieci edizioni? chiediamo. «No! Anche se l’avventura e i paesaggi svizzeri ci hanno sedotti fin dall’inizio, eravamo ben lontani dal concetto attuale» che, aggiungiamo noi, negli anni ha riscosso un successo crescente. Ma qual è il segreto di SchweizExpress? «Penso che sia rappresentato dai valori senza tempo che si celano dietro quest’avventura. La competizione non è infatti che un pretesto per incontrarsi, promuovere le meraviglie svizzere e superare se stessi. Mettendo al primo posto l’essere umano più che la vittoria, i partecipanti (e i volontari) vivono un’esperienza unica perché contraddistinta da incontri e generosità».
L’organizzazione di una corsa-avventura come SchweizExpress richiede «un anno intero di lavoro», rivela Aymon, aggiungendo: «Finiamo un’edizione e già lavoriamo sulla prossima. Nel corso dell’anno quindici volontari si occupano dell’elaborazione della gara. Poi, durante la stessa, vengono coinvolti cinquanta volontari per prendersi cura dei concorrenti» e occuparsi della logistica, dello svolgimento delle prove, della comunicazione e, tra le altre cose, anche dell’eventuale rimpatrio delle coppie rimaste troppo indietro durante il percorso.

Sono diverse le sfide e le prove da affrontare per guadagnare punti e avanzare nel percorso. © Jérémie Carron
Sono diverse le sfide e le prove da affrontare per guadagnare punti e avanzare nel percorso. © Jérémie Carron

Negli anni, spiega Aymon, «l’organizzazione è diventata più professionale sebbene tutti i membri lavorino su base volontaria». Una professionalizzazione che ha accompagnato l’evolversi della corsa-avventura di edizione in edizione: «I percorsi sono diventati più complessi, le prove più variate per permettere a tutti di distinguersi. Inoltre, nel corso degli anni abbiamo affinato un sistema di punti e sviluppato la comunicazione per offrire anche un’esperienza immersiva al pubblico».
E come sarà SchweizExpress 2020? «Senza anticipare nulla posso dire che la decima edizione sarà molto naturale e tecnica con momenti di incontro forti. Per un compleanno di successo». In queste settimane le coppie che si sono qualificate si preparano alla partenza, tra obiettivi e aspettative (vedi sotto); mentre sono ancora aperte le iscrizioni per l’edizione 2021. Per superare le selezioni «è necessario, innanzitutto, scaricare l’app SchweizExpress e raggiungere il maggior numero di check-point (posti di controllo – ndr) insieme al/alla proprio/a compagno/a di squadra. Si qualificheranno le coppie che avranno più punti. Selezioniamo quindi i team che hanno già viaggiato in Svizzera per offrire loro ciò che non hanno ancora visto. Per quanto riguarda le coppie che non riescono a qualificarsi, avranno comunque vissuto una bella avventura alla ricerca dei check-point sparsi in tutto il Paese». SchweizExpress offre la possibilità di seguire l’andamento della competizione tramite i suoi canali social e di sponsorizzare la coppia preferita. La squadra che avrà ricevuto più sostegno riceverà un premio speciale che saprà rallegrarla durante l’avventura. Ulteriori informazioni qui.

Un’esperienza da vivere in due - I concorrenti ticinesi

Viola e Nico Mauri in posa davanti alla bandiera di «SchweizExpress» lo scorso 21 settembre, giorno della selezione finale.
Viola e Nico Mauri in posa davanti alla bandiera di «SchweizExpress» lo scorso 21 settembre, giorno della selezione finale.

Tra le 26 coppie che si sono qualificate lo scorso autunno per la decima edizione due sono ticinesi. Ci siamo fatti raccontare le loro aspettative: «Siamo impazienti di iniziare questa avventura, anche se il coronavirus, chiaramente, sarà un po’ il “convitato di pietra”», rispondono Viola e Nico Mauri, alias Bonnie & Clyde. «Speriamo tuttavia di poter vivere un’esperienza unica – aggiungono – che ci metterà alla prova (non solo fisicamente ma anche mentalmente) e che ci porterà a (ri)scoprire il nostro territorio. Noi siamo pronti».

Fabio Cattani e Alessandro Bolis al Creux du Van, uno dei molteplici check-point che hanno dovuto raggiungere per accedere alla selezione finale.
Fabio Cattani e Alessandro Bolis al Creux du Van, uno dei molteplici check-point che hanno dovuto raggiungere per accedere alla selezione finale.

Si dicono «prontissimi» anche Fabio Cattani e Alessandro Bolis, alias i Twotrampen. «Il nostro obiettivo iniziale durante la ricerca dei check-point in Svizzera – raccontano ricordando la fase di selezione – era quello di divertirci visitando posti nuovi e diciamo che è stato pienamente raggiunto». Adesso, «non vediamo l’ora di scoprire cosa ci aspetta. Avventure, prove, divertimento... come detto siamo pronti e motivati per quest’avventura che sicuramente ci lascerà impressi dei ricordi di valore inestimabile. Aspettative? Vincere! Obiettivo: divertirsi e fare quante più attività e prove possibili. Il risultato vien da sé, e comunque per noi abbiamo già vinto riuscendo a partecipare a questo bellissimo evento. Ovviamente daremo il massimo per tenere alto il nome del nostro bellissimo cantone».

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