Ai ticinesi piace ancora la vacanza in crociera?

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Con Davide Nettuno, portavoce di Hotelplan per il nostro cantone, abbiamo parlato di come questo settore abbia affrontato l’arrivo del coronavirus - Da noi contattata, MSC ha aggiunto qualche dettaglio sulla vicenda «Seaside» a Malta

Ai ticinesi piace ancora la vacanza in crociera?
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Ai ticinesi piace ancora la vacanza in crociera?

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C’è un tipo di turismo in grado di accontentare quasi tutti, dagli amanti delle vacanze dinamiche all’insegna dell’esplorazione ai fan del relax più estremo. Da chi punta, in poco tempo, a visitare numerose mete esotiche a chi, in ferie, pensa solo all’abbronzatura e, perché no, metter su qualche chiletto. Ci riferiamo, l’avrete capito, alle crociere. La pandemia come ha influito su questa forma di turismo? E quello della MSC Seaside, nave alla quale è stato vietato l’attracco a Malta a causa di una positività riscontrata a bordo, rischia di diventare un problema ricorrente? Ne abbiamo parlato con Davide Nettuno, portavoce di Hotelplan per il Ticino.

Parliamo di pre-pandemia: la crociera piaceva ai ticinesi?

«Negli anni precedenti la pandemia, la crociera era un tipo di vacanza la cui popolarità era in forte crescita fra i ticinesi. Questo anche per ragioni economiche: in passato era una vacanza di lusso. Ricordo che quando iniziai da apprendista, e arrivava da noi un cliente che voleva andare in crociera, si parlava immancabilmente di diversi biglietti da mille: era l’affare della settimana, se non del mese. Oggi, grazie al fatto che queste navi sono sempre più capienti e con servizi meno personalizzati ma più rivolti al grande pubblico, i prezzi sono crollati. Per persone che amano fare una vacanza organizzata ma libera, che hanno voglia di visitare diversi luoghi senza stare a fare e disfare continuamente la valigia, la crociera era diventata una vacanza molto appetibile. Anche l’alto numero di nuove navi da crociera, varate sistematicamente di anno in anno, lo confermano: parliamo di una tendenza non solo cantonale, ma globale. Per il pubblico ticinese era particolarmente attrattivo anche il fatto di avere due grossi armatori come MSC e Costa Crociere così vicini a noi con i loro porti».

E nell’ultimo anno? Il settore della crociera ha risentito più degli altri della crisi pandemica? Quanto sarà difficile ripartire per un tipo di turismo che obbliga i propri clienti in uno spazio così circoscritto?

«Durante la pandemia la vacanza in crociera ha subito un crollo, ma non sarei in grado di stabilire quanto di questo sia dovuto a una libera scelta del cliente (che in tempo di pandemia potrebbe preferire spazi più ‘‘aperti’’) e quanto, invece, a una conseguenza del blocco delle attività deciso dagli armatori. Quest’ultimi, infatti, hanno inizialmente tentato di mantenere vivo il settore introducendo delle restrizioni, ma si sono rapidamente accorti che una simile soluzione non poteva funzionare. Bisogna considerare che, per le compagnie, organizzare un viaggio in crociera è redditizio solo quando la nave ha dei tassi d’occupazione molto alti, altrimenti le spese rischiano di essere spaventose. Per questa ragione i grandi armatori hanno completamente sospeso la programmazione di viaggi: per diversi mesi non è stato possibile imbarcarsi e, anche volendo, un cliente non avrebbe potuto prenotare».

«Oggi assistiamo a una ripresa molto graduale: finché non vi sarà la certezza di poter operare a pieno regime, agli armatori converrà agire con lentezza e cautela, puntando soprattutto a zone di mare, come nel Mediterraneo, dove i Paesi mettano in campo disposizioni concertate. Anche se, visto quanto successo lunedì a Malta con la MSC Seaside, ciò potrebbe non essere scontato».

A causa di una positività riscontrata a bordo, a MSC Seaside è stata costretta a cambiare programma e ai turisti non è stato concesso lo sbarco a Malta: quanto spesso, in epoca pre-pandemica, una nave da crociera era costretta a «saltare» una tappa del proprio viaggio?

«Si trattava di eventi rarissimi: poteva succedere in caso di guasti tecnici, di eventi climatici estremamente avversi o di situazioni straordinarie come colpi di Stato. Con l’arrivo del coronavirus, questa problematica può purtroppo presentarsi più frequentemente. Sulla nave da crociera si vive come in una bolla e i controlli sono frequenti e puntuali, ma basta che uno delle migliaia di passeggeri venga in contatto con un positivo nel tempo compreso fra il tampone negativo e l’imbarco ed ecco che rapidamente nascono problemi come quello verificatosi a Malta. Tutto può cambiare in maniera molto repentina e un evento simile fa clamore perché coinvolge molte persone».

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Ai clienti viene comunicato prima della partenza che il tragitto effettivo potrebbe differire da quello prestabilito?

«Nelle condizioni generali fornite dagli armatori prima del viaggio simili situazioni straordinarie vengono specificate. Questo perché, come dicevamo, anche prima della pandemia poteva accadere che per ragioni al di fuori di qualsiasi controllo e previsione, una nave fosse costretta a delle deviazioni».

Al momento ai suoi clienti consiglierebbe una crociera?

«Alcuni dei nostri croceristi più affezionati ci hanno già indicato che per quest’anno, e probabilmente anche il prossimo, eviteranno questo tipo di vacanza. Non credo però che dal punto di vista sanitario si corrano più pericoli nell’andare in crociera rispetto al prenotare un hotel. La differenza sta nel fatto che, una volta salito sulla nave, il turista deve sottostare al regolamento imposto dall’armatore: è meno indipendente e non è libero, ad esempio, di anticipare o posticipare il rientro o di effettuare modifiche di questo tipo alla propria vacanza. Nel caso di una positività riscontrata sulla nave (magari nemmeno propria, ma di un altro passeggero), si rischia poi di vedere cambiato il programma. Quella di prenotare una crociera è dunque una scelta che consiglierei solo a un cliente ben informato su queste possibili limitazioni».

Caso MSC Seaside: i dettagli

Da noi contattata, MSC ha spiegato in dettaglio quanto avvenuto lunedì: «Durante un test di routine prima di arrivare a Malta, due passeggeri sono risultati positivi», per questa ragione «la nave ha effettuato lo scalo a Malta, ma solo in modalità tecnica, il che significa che ai passeggeri non è stato concesso di scendere a terra in visita, la nave è tuttavia entrata regolarmente in porto». I due positivi, «insieme ai loro famigliari, sono scesi a Siracusa con dei transfer protetti organizzati dalla Compagnia secondo quanto previsto dal protocollo e d’accordo con le autorità sanitarie locali. Di lì la nave ha proseguito ieri il suo normale itinerario, che quindi è rimasto invariato».

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