Almeno il raccolto ticinese si è salvato dall’incendio

Maroggia

Quattrocento tonnellate di grano nostrano pronte per la lavorazione: erano nella torre di cemento del mulino di Maroggia - Intanto, prosegue il progetto di ricostruzione della struttura rasa al suolo dalle fiamme

Almeno il raccolto ticinese si è salvato dall’incendio
L’incendio scoppiato il 23 novembre ha distrutto quasi tutto. © CdT/ Chiara Zocchetti

Almeno il raccolto ticinese si è salvato dall’incendio

L’incendio scoppiato il 23 novembre ha distrutto quasi tutto. © CdT/ Chiara Zocchetti

Almeno il raccolto ticinese si è salvato dall’incendio
© CdT/ Chiara Zocchetti

Almeno il raccolto ticinese si è salvato dall’incendio

© CdT/ Chiara Zocchetti

Un mese e mezzo dopo l’incendio che ha distrutto il mulino gestito dalla famiglia Fontana, a Maroggia c’è voglia di guardare avanti. L’anno nuovo è iniziato con una bella notizia: le circa 800 tonnellate di grano, di cui la metà ticinese, che erano stoccate nella torre di cemento non intaccata dall’incendio possono venire lavorate. Sabato sono infatti arrivati i risultati degli esami di laboratorio che hanno decretato la qualità del prodotto. Il raccolto del nostro cantone è quindi salvo e verrà trasformato nelle prossime settimane da un mulino nel Canton Argovia.

Di lavoro da fare ce n’è ancora molto, ma il direttore Alessandro Fontana ha le idee chiare: «Vorremmo festeggiare l’inaugurazione del nuovo mulino con un panettone e senza mascherine a Natale 2022». I lavori preliminari per le fondamenta potrebbero iniziare già quest’estate. «A fine dicembre abbiamo finito lo smaltimento del grano e dei prodotti organici. Circa 400 tonnellate sono state trasformate da un’azienda del Piano di Magadino in bioga; così non sono state buttate ma rivalorizzate. Da lunedì (oggi, ndr) prende il via lo smaltimento di detriti e inerti e in circa tre settimane il piazzale dovrebbe essere finalmente vuoto: vedere ogni giorno le macerie fa male».

Alcuni collaboratori sono impiegati nel negozio online (www.homebaker.ch): il reparto per l’imballaggio è stato installato circa una settimana fa nella struttura non danneggiata dal rogo. Se il rifornimento ai professionisti del settore non si è mai fermato, ora anche i privati appassionati di panificazione possono acquistare circa 50 tipi di farina. «Inizialmente l’e-commerce era stato creato per vendere i nostri prodotti oltralpe, - continua Fontana - ora c’è stato un boom di ordini in Ticino». Prima del rogo, lo shop online impiegava un collaboratore, ora sono state integrate tre persone che prima si occupavano della produzione. La parola chiave? Reinventarsi.

Diverse, infine, le iniziative benefiche lanciate per sostenere il mulino. L’ultima è quella del pastificio La Mattarella, con sede in Val Colla, che ha messo all’asta un totale di 5 chili di tagliatelle all’uovo artigianali. Il ricavato sarà interamente devoluto al progetto di ricostruzione del mulino. L’asta si svolge su Facebook (Lamattarellavalcolla): fino al 16 gennaio, ogni giorno un pacco da 500 grammi viene battuto all’asta.

©CdT.ch - Riproduzione riservata
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