Almeno tre gli sms inviati da Ermani al procuratore Pagani

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Nel messaggio il presidente del Tribunale penale cantonale scrive i nomi di tre procuratori pubblici e per ognuno un aggettivo: «malissimo», «male», «preoccupante» - La replica di Pagani: «Messaggi non richiesti»

Almeno tre gli sms inviati da Ermani al procuratore Pagani
Il giudice Mauro Ermani. © CdT/Gabriele Putzu

Almeno tre gli sms inviati da Ermani al procuratore Pagani

Il giudice Mauro Ermani. © CdT/Gabriele Putzu

(Aggiornato alle 11.25) Si aggiunge un nuovo capitolo nella delicata vicenda dei procuratori pubblici «bocciati» dal Consiglio della Magistratura. Stando a quanto riporta il Caffé, il presidente del Tribunale penale cantonale Mauro Ermani avrebbe inviato non uno, ma ben tre sms al procuratore generale Andrea Pagani. Il primo messaggino - che secondo Tio.ch risalirebbe a un mese e mezzo fa - riguarderebbe una stretta collaboratrice di Ermani, candidatasi ad un posto in Procura. «Pare sia andata bene (davanti alla commissione di esperti, ndr). Se lascia il Tribunale penale trattamela bene. Se no ricomincio a parlare male del Ministero pubblico». Il riferimento sarebbe alle sfuriate dello stesso Ermani contro i procuratori pubblici durante i processi.

Il secondo sms sarebbe stato inviato la scorsa estate, un mese prima delle audizioni dei procuratori davanti al Consiglio della Magistratura. In questo caso, riferisce laRegione, il giudice avrebbe associato a tre dei cinque magistrati la cui rielezione è stata poi preavvisata negativamente tre aggettivi: «malissimo», «male», «preoccupante». Infine col terzo sms, che secondo il Caffé farebbe riferimento a un processo, Ermani - pur senza fare nomi - sottolinea che l’inchiesta non è stata condotta nei modi opportuni.

La replica di Pagani: «Messaggi non richiesti»

Alla luce di quanto pubblicato sul Caffè, il Procuratore generale Andrea Pagani ha inviato un comunicato stampa, facendo alcune precisazioni: «I due ulteriori messaggi da parte del presidente del Tribunale penale cantonale a cui si fa riferimento (risalenti alla fine di luglio) non sono stati né suscitati né richiesti dal Procuratore generale, che ha ritenuto di non dover intervenire poiché contenenti delle considerazioni asseritamente trasmesse proprio al Consiglio della Magistratura nel contesto della procedura in corso per il rinnovo delle cariche di Procuratore pubblico».

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