Alta vigilanza sul Governo: le reazioni della politica

Il caso

Alessandra Gianella: «Preoccupati da quanto emerso dal servizio di Falò» – Maurizio Agustoni (PPD): «Il ruolo e l’indipendenza del Servizio ricorsi meritano senz’altro una riflessione» – Ivo Durisch: «Casi simili non devono ripetersi»

 Alta vigilanza sul Governo: le reazioni della politica
©CdT/Archivio

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(Aggiornato alle 19.42) Attivare l’Alta vigilanza sul Consiglio di Stato per fare chiarezza sulle procedure e le prassi adottate dall’Esecutivo e dal direttore del Dipartimento delle istituzioni in relazione all’alto numero di decisioni negative per quanto riguarda il rilascio o il rinnovo dei permessi per stranieri in Ticino. La richiesta è stata avanzata dal Partito socialista e fa seguito a quanto emerso nel corso della puntata di Falò del 3 settembre «La vita degli altri», ovvero l’aumento di quasi cinque volte del numero di decisioni negative.

Il servizio della RSI si era in particolare concentrato sui due motivi alla base del rifiuto: le residenze fittizie, verificate mediante controlli di polizia (ritenuti in alcuni casi «sproporzionati e gravemente invasivi della sfera privata» dal PS) e i precedenti penali, che in alcuni casi erano costati caro nonostante si trattasse di condanne vecchie di diversi anni. «Mi sembra che questa prassi di “interpretazione giuridica” sia stata più volte smentita dai tribunali. I ricorsi accolti sono quasi raddoppiati nel giro di qualche anno e la metà di quelli inoltrati e quindi ritengo ci sia un problema anche a livello di Ufficio giuridico, che non dovrebbe sottostare a nessun tipo di pressione politica», ha spiegato il capogruppo del PS Ivo Durisch, da noi contattato. «Si tratta di una questione particolarmente grave perché si ripercuote sulla vita di chi fa richiesta del permesso: già le tempistiche sono lunghe, se poi la domanda viene negata si resta per 2-3 anni nel limbo. Senza dimenticare che portare avanti una pratica fino al TRAM non è semplice. Ci sono quindi tutte le persone che non avevano i mezzi per ricorrere e che potrebbero essere state colpite da una decisione illegale. Attivare l’Alta vigilanza servirà a raccogliere i dati necessari per capire cosa è successo e per evitare che casi simili si ripetano».

Abbiamo raccolto le reazioni di capigruppo e deputati alla richiesta del PS:

Maurizio Agustoni (capogruppo PPD): «Ne discuteremo mercoledì in occasione della nostra riunione di gruppo. Non so se l’Alta vigilanza sia il modo migliore di affrontare questa questione in quanto, nel rispetto della separazione dei poteri, non consente di rivedere le singole decisioni o di dare istruzioni su casi concreti. Tuttavia, è problematico che le decisioni del Servizio ricorsi Consiglio di Stato, per carenze giuridiche, siano annullate dal TRAM in percentuali così elevate. È un dispendio di risorse umane e finanziarie che rallenta inutilmente un settore della giustizia già sotto pressione. Il ruolo e l’indipendenza del Servizio ricorsi meritano senz’altro una riflessione».

Alessandra Gianella (capogruppo PLR): «La proposta del PS verrà discussa. Come PLR, già un anno fa avevamo presentato una mozione sul tema (sottoscritta da Matteo Quadranti, Marco Bertoli e Bixio Caprara). Siamo preoccupati da quanto emerso dal servizio di Falò. È giusto fare delle verifiche dove serve, ma i controlli devono essere fondati e non ideologici proprio per non andare a penalizzare chi lavora qui e non fa nulla di male. Preoccupante è pure il fatto che il TRAM abbia dovuto segnalare più volte il problema. Tutto ciò genera costi e burocrazia eccessiva, danneggia l’economia e diffonde la cultura del sospetto».

Nicola Schoenenberger (capogruppo Verdi): «Le vicende descritte da Falò sono scioccanti e ben venga la proposta di chiedere l’intervento dell’Alta vigilanza per chiarire i contorni di questa vicenda».

Sergio Morisoli (capogruppo UDC): «Prima di partire in quarta con l’Alta vigilanza quello che bisogna fare è verificare se Uffici e Servizi coinvolti abbiano agito in base alle leggi e i regolamenti vigenti. Non bisogna far partire inchiesta sulla base di servizi di cronaca bensì sulla base dei fatti».

Matteo Pronzini (deputato MpS): «Noi abbiamo fatto diverse richieste di istituire un’Alta vigilanza, il problema è uno solo: l’Alta vigilanza verrebbe svolta dalla Commissione della gestione, quindi dagli stessi membri dei partiti che compongono il Governo. Se si vuole solo giocare al gioco delle parti in cui gli stessi partiti che si ritrovano nella Commissione della gestione svolgerebbe anche il ruolo di vigilanza, allora si tratta di un teatrino politico che serve solo da un punto di vista elettorale, ma non porta a molto».

Tamara Merlo (deputata Più Donne): «Non sono così favorevole. Analizzare e approfondire pubblicamente la modalità di inchiesta avvantaggerebbe quelle persone che non potrebbero ad esempio beneficiare di un permesso e che saprebbero dunque come comportarsi per eludere questi controlli. Il DI farà gli aggiustamenti del caso ma capisco le esigenze della Polizia di svolgere delle inchieste per smascherare chi se ne approfitta».

Massimiliano Ay (PC): «Non ne abbiamo ancora parlato all’interno del partito ma ritengo che in questo caso l’attivazione dell’Alta vigilanza sia giustificata: è una questione di certezza del diritto rispetto a quanto affermato dal direttore del DI in televisione».

I rappresentanti della Lega, sentiti nel pomeriggio, sostengono invece «l’applicazione forte e restrittiva attuata dal proprio consigliere di Stato» e ricordano che il movimento «richiede da sempre misure più severe per il rilascio e il rinnovo dei permessi». Sulla richiesta del PS, la Lega si esprimerà nella prossime settimane.

In ogni caso la questione approderà in Gran Consiglio in quanto l’Esecutivo dovrà rispondere a un’interrogazione presentata proprio dal PS e ad un’interpellanza dell’MpS.

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