Salario minimo

«Amalia Mirante strizza l’occhio agli ambienti economici»

I Verdi del Ticino «constatano con sgomento» la scelta della candidata socialista di considerare praticabile la soluzione di 19 franchi all’ora «sconfessando pubblicamente le posizioni del suo partito»

«Amalia Mirante strizza l’occhio agli ambienti economici»
La candidata del PS Amalia Mirante. (Foto Pedrazzini)

«Amalia Mirante strizza l’occhio agli ambienti economici»

La candidata del PS Amalia Mirante. (Foto Pedrazzini)

BELLINZONA - Ai Verdi del Ticino non va giù la presa di posizione di Amalia Mirante (PS) sul salario minimo. Come indicano in una nota, «i Verdi constatano con sgomento che per Amalia Mirante un salario di 19 franchi orari sia una soluzione praticabile per il Ticino. Indecifrabile la scelta della candidata PS di sconfessare pubblicamente le posizioni del suo partito che di fatto ha sempre sostenuto di non accettare una soluzione inferiore a 20 franchi orari». Il movimento ecologista peraltro sottolinea: «Risulta evidente come la candidata socialista stia facendo la sua campagna elettorale, strizzando non uno, ma due occhi, agli ambienti economici. Purtroppo questo avviene a scapito delle fasce più deboli della popolazione: accettare un salario di 19 franchi orari, che equivalgono circa a 2.800 franchi al mese netti, significa accettare che le persone che lavorano a tempo pieno abbiano una condizione di lavoro peggiore rispetto a chi è a beneficio di prestazioni sociali». Per poi proseguire: «Questo non è accettabile e non permetterebbe di raggiungere lo scopo costituzionale votato ed approvato dalla popolazione. Queste cifre non farebbero che istituzionalizzare lo statuto di working poor, tagliando fuori dal mercato del lavoro i residenti». Per i Verdi approvare uno stipendio minimo di 2.800 franchi netti significa «sdoganare ulteriormente la politica del dumping salariale e premiare quelle ditte che in Ticino vengono solo per sfruttare la manodopera a basso costo senza lasciare che le briciole alla popolazione residente». Mirante, ricordiamo, era stata tra i promotori dell’iniziativa dei Verdi «Salviamo il lavoro in Ticino», che nel 2015 era stata accolta dai cittadini chiamati a votare sull’iniziativa. La scorsa settimana dalla Commissione della gestione era spuntata una proposta di compromesso che chiedeva un salario minimo con una forchetta di 19-19,50 franchi all’ora.

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