Ammesse le visite nelle camere delle case anziani

Pandemia

Introdotte le misure igieniche rafforzate per gli ospiti delle strutture: permesse le visite con specifiche precauzioni e le uscite per alcune attività - VIDEO

Ammesse le visite nelle camere delle case anziani

Ammesse le visite nelle camere delle case anziani

La diretta da Bellinzona sull’emergenza coronavirus: presenti all’infopoint il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, il medico cantonale Giorgio Merlani e il medico geriatra coordinatore del gruppo di lavoro nelle case anziani Franco Tanzi.

Il primo a prendere la parola è stato il direttore del DSS Raffaele De Rosa che ha annunciato il ritorno delle visite nelle case anziani: «Giornalmente riceviamo i dati di contagio, sul fronte ticinese la situazione è stabile, a livello svizzero la tendenza è in aumento. In questa settimana si sono superati i 500 casi al giorno e sono aumentate le ospedalizzazioni. A Nord delle Alpi la situazione si è evoluta in modo molto rapido. Il contact tracing inizia ad arrancare. Alla fine delle vacanze con la riapertura delle scuole, il peggioramento della situazione nei Paesi vicini e alcuni cantoni, il contesto è mutato: occorre seguire costantemente l’evoluzione, adottando misure adeguate ed efficaci. Il Governo ticinese ha confermato le misure in atto su assembramenti e ristorazione: la priorità rimane la salute della popolazione e delle persone più fragili. Bisogna trovare un equilibrio tra salute, economi e libertà individuali. L’arrivo della stagione più fredda insieme alla stanchezza metterà a dura prova tutti noi. Alle persone più vulnerabili e alle loro famiglie si sta chiedendo un grande sacrificio, per i giovani è più facile affrontare la pandemia. Bisogna continuare a tutelare le persone più fragili. Alcune case per anziani sono state colpite molto duramente da questo subdolo virus: purtroppo una parte di rischi la dobbiamo accettare. A distanza di mesi capiamo quanto la sofferenza nelle case per anziani sia reale dopo la chiusura. Alcune case anziani hanno allentato le misure restrittive altre le hanno mantenute rigide. La cronaca in altri cantoni dimostra che il rischio zero non ci sarà mai. Ogni misura va calibrata e ponderata, prudenza e prevenzione restano fondamentali: gli anziani si spengono a causa della solitudine, per la mancanza dei loro affetti più cari. Questo isolamento è altrettanto grave come il coronavirus. Da oggi sono garantite di nuovo le visite per i residenti delle case anziani, con nuove misure igieniche rinforzate: verranno concesse visite nelle camere dei residenti, potranno lasciare le strutture per attività di svago con misure di igiene accentuate. Le misure sono state decise con ADiCASI (Associazione dei Direttori delle Case per Anziani della Svizzera Italiana)».

Il medico cantonale Giorgio Merlani ha invece illustrato nei dettagli la situazione epidemiologica in Svizzera e Ticino: il 75% dei nuovi contagi interessa persone sotto i 40 anni. Merlani ha poi mostrato l’andatura delle ospedalizzazioni e nelle terapie intensive: in Svizzera i pazienti stanno aumentando. «La malattia sembra avere effetti meno gravi per quanto riguarda le ospedalizzazione, questo per via dell’età dei contagiati, molto più bassa rispetto alla primavera. Non è il virus ad essere cambiato. In Ticino - ha sottolineato il medico cantonale - l’incidenza del virus è di 13 casi ogni 100 mila abitanti su 14 giorni: nei cantoni romandi la situazione drammatica, con incidenze anche dieci volte superiori». Per quanto riguarda le ospedalizzazioni, Merlani ha fatto chiarezza sulla situazione dei pazienti: «Se una persona viene ricoverata perché ha rotto il femore e risulta positiva al virus, non viene conteggiata tra i ricoverati per COVID-19». I casi nelle scuole sono stati cinque dalla riapertura, tutti nel postobbligatorio: questi casi hanno comportato 33 quarantene. Merlani ha fornito dettagli sulle visite nelle camere delle casi anziani: «Nelle camere delle case anziani solo con mascherine chirurgiche certificate, camice e con disinfezione per le mani. La mascherina può essere tolta solo quando si è all’esterno e solo con il distanziamento sociale». Le uscite dalle strutture saranno di due tipi. «Semplici», ossia che non presentano rischi particolari ed «esposte», ad esempio su mezzi pubblici, nei ristoranti o in presenza di molte persone.

Secondo il dottor Franco Tanzi il documento introdotto è «un passo avanti», che garantisce un giusto equilibrio tra libertà individuali e protezione. «Nelle 68 case anziani del Ticino non c’è un solo caso di coronavirus - ha aggiunto - questo conferma la bontà delle misure anti-COVID prese dal Governo. Questo ha però portato solitudine, dolore, mancanza di appetito o di voglia di vivere tra i residenti. Le visite nelle camere non sono più sotto tutela degli operatori, sono libere ed è garantita la privacy. Per questo ci affidiamo alla responsabilità di chi fa le viste: questa è una grande conquista. Le uscite sono garantite nei luoghi non a rischio, come ad esempio quelle al cimitero: sia da soli che accompagnati da un famigliare». Il medico ha poi introdotto il concetto di MIR: misure igieniche rafforzate. Misure valide per le case anziani. Dopo le uscite «esposte» gli ospiti della struttura dovranno indossare la mascherina negli spazi comuni e consumare i pasti in camera per 10 giorni. Entrambi i medici hanno ribadito durante le domande dei giornalisti che il virus non è meno pericoloso e bisogna mantenere sempre alta la guardia.

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