Anche i festival devono fare i conti con il maltempo

Ticino

Le forti piogge per ora non hanno influenzato il LongLake di Lugano, mentre al Locarno Film Festival l’acqua non è una novità – «Ci confrontiamo con il brutto tempo da 70 anni» afferma Raphaël Brunschwig

Anche i festival devono fare i conti con il maltempo
© CdT/Chiara Zocchetti

Anche i festival devono fare i conti con il maltempo

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Quest’estate, se così si può chiamare, non è stata molto clemente in fatto di meteo. La pioggia si è abbattuta su tutta la Svizzera con poche tregue. Un periodo certamente non evidente per i festival all’aperto, che oltre a dover pagare le conseguenze della crisi del coronavirus devono fare i conti con il maltempo causato dai cambiamenti climatici.

Il LongLake di Lugano nel 2021 si protrae sulla bellezza di 111 giorni, dal 1° giugno al 19 settembre, in un periodo così lungo bisogna essere pronti per ogni evenienza, meteorologica e non. Contattati da Keystone-ATS, gli organizzatori confermano di aver previsto quasi sempre per gli eventi all’aperto del Festival, un luogo alternativo all’interno in caso di maltempo. Finora il pubblico ha risposto presente malgrado la meteo un po’ incerta.

«Fin dalla scorsa edizione, a causa della pandemia, ci siamo abituati a lavorare con grande flessibilità, per i tempi di programmazione e le opzioni logistiche.» affermano gli organizzatori del LongLake. Fra queste, l’aggiunta di palchi per poter distribuire meglio il pubblico, l’introduzione di eventi organizzati da partner e la prolungazione del festival per garantire tutta la stagione estiva. Indicano inoltre che «Nel 2020 è stato creato il sistema di prenotazioni my.lugano.ch, che permette di gestire al meglio questi cambiamenti.»

«Per ora il fattore meteo non ha inciso molto sulla nostra programmazione. Su quasi 200 eventi proposti da inizio giugno a fine luglio, solo due proiezioni all’aperto sono state annullate e 12 eventi sono stati spostati al chiuso. Occorre dire che rispetto ad altre zone del Ticino, Lugano è stata maggiormente risparmiata dal maltempo.», proseguono.

I responsabili del LongLake affermano inoltre che in futuro si dovrà valutare la pericolosità dei fenomeni meteorologici come quelli di quest’anno.

Ma l’estate non è ancora finita, l’inizio del Locarno Film Festival è alle porte. Come si organizza il più grande festival di cinema della Svizzera per il ritorno in Piazza Grande con il fattore maltempo? Intervistato da Keystone-ATS, il direttore operativo del festival Raphaël Brunschwig afferma che «la variabilità delle condizioni meteo è un fattore con cui ci confrontiamo da oltre 70 anni, prima al Grand Hotel e poi - da 50 anni esatti - in Piazza Grande. Dal nostro punto di vista di organizzatori, non sono ovviamente aspetti controllabili, anche se cerchiamo di mitigare i rischi tramite delle assicurazioni.»

Inoltre prosegue indicando che il pubblico sceglie liberamente di guardare film in Piazza Grande, consapevole anche dei rischi «al punto che la pioggia talvolta è vissuta come parte integrante (e identitaria) dell’esperienza locarnese, almeno dalle spettatrici e dagli spettatori più affezionati». Le proiezioni in Piazza Grande non vengono annullate in caso di maltempo e nemmeno spostate all’interno, prosegue Brunschwig, ma chi lo desiderasse può cambiare la prenotazione del suo biglietto da Piazza Grande al Fevi e viceversa telefonando al call center, scrivendo a [email protected] oppure recandosi in uno dei tre info point del festival, due in Piazza Grande e uno al Fevi.

Senza dimenticare la pandemia, Brunschwig indica che «Per quanto riguarda l’emergenza sanitaria, siamo in contatto costante con il gruppo Grandi Eventi del Cantone e abbiamo istituito un gruppo di lavoro che ha studiato i piani di protezione per garantire a chiunque sarà al Festival il massimo livello di sicurezza». Questo ha richiesto uno sforzo economico, comunicativo e di sistema di biglietteria da non sottovalutare.

Per far fronte ai cambiamenti climatici il Locarno Film Festival non prevede di spostare le date anche perché questo sarebbe difficile considerando il calendario degli altri festival internazionali. Il direttore operativo afferma però di «lavorare sulla sostenibilità ambientale dell’evento e di tutte le attività svolte nel resto dell’anno». Un esempio è la compensazione delle emissioni di CO2 a favore dei progetti della fondazione svizzera myclimate in tutto il mondo. La comunicazione del festival, prosegue Brunschwig, è orientata alla sensibilizzazione ambientale puntando su materiali riutilizzabili, sul riciclaggio dei rifiuti e promuovendo la mobilità lenta e sostenibile. «Pur mantenendo assoluta l’indipendenza nelle scelte del direttore artistico - intendiamo integrare sempre di più il discorso ambientale con le varie attività del Festival, sviluppando nuove iniziative che si muovano in questo senso».

Festival quindi che guardano al futuro prendendo in considerazione i cambiamenti climatici per fare scelte più sostenibili.

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