«Ancora troppi casi di violenza contro la Polizia»

forze dell’ordine

Il sindacato OCST evidenzia un aumento dell’aggressività - Max Hofmann (FSFP): «È un problema enorme»

«Ancora troppi casi di violenza contro la Polizia»
©CdT/Archivio

«Ancora troppi casi di violenza contro la Polizia»

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Lo scorso 30 giugno un 71. enne del Locarnese aveva aggredito con un decespugliatore una pattuglia della Polizia della città di Locarno. Soltanto il giorno prima un 28. enne del Luganese, dopo essersi allontanato dal luogo di un incidente, aveva puntato una pistola a gas contro gli agenti della Polizia cantonale che lo avevano rintracciato al suo domicilio. Gli episodi di violenza ai danni dei funzionari di polizia non sono certo sconosciuti né alle nostre latitudini e neppure a livello nazionale. Per questo motivo il comitato del sindacato OCST funzionari di polizia ha voluto «esprimere la propria solidarietà a tutti i funzionari di polizia che in questo particolare periodo stanno vivendo sulla propria pelle un aumento dell’aggressività, sia essa fisica, verbale o sui social network, da parte di una minoranza della popolazione». L’OCST evidenzia che i nostri agenti di polizia sono confrontati oltre ai normali compiti loro assegnati, anche a quelli dovuti dalle restrizioni derivanti dalla lotta al contagio da «COVID-19». Il sindacato chiede pertanto «maggior rispetto nei confronti della nostra polizia che con grande dedizione svolge il proprio lavoro a tutela della collettività».

Quasi settanta casi

Lo scorso anno i reati di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari (Art. 285 del Codice penale) oppure di impedimento di atti dell’autorità (Art. 286 CP hanno sfiorato quota 70 (più in dettaglio, sono stati 49 e, rispettivamente, 19). Si tratta di cifre in linea con quelle degli scorsi anni. Nel 2019 le cifre dell’Ufficio di statistica indicano 37 casi di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari e 27 impedimenti di atti dell’autorità. L’anno precedente erano stati 59 e, rispettivamente, 23.

«Servono pene più severe»

Questo problema, come detto, non è nuovo in Svizzera. «Già nel corso del 2009 la Federazione Svizzera dei funzionari di polizia (FSFP) ha lanciato una petizione nel 2009 e da allora, malgrado una ulteriore petizione online da parte dell’Associazione Amici delle forze di polizia, si sono fatti pochi passi avanti», ha commentato, da noi raggiunto, il segretario generale della Max Hofmann. «Dal 2000 i casi di violenza o minaccia contro i funzionari di polizia a livello nazionale sono aumentati da 774 a oltre 3.100 all’anno. È un problema enorme e da anni ci stiamo battendo per una modifica dell’art. 285 CP affinché venga introdotta una pena minima effettiva di carcere per chi usa violenza contro le autorità o i funzionari». Lo scorso 9 giugno, il Consiglio degli Stati aveva deciso che chiunque partecipi a disordini commettendo danneggiamenti oppure aggredirà o minaccerà funzionari, rischierà punizioni più severe. Nel caso delle minacce o violenze contro autorità l’ha spuntata una proposta di minoranza di Stefan Engler (PPD), volta a punire simili comportamenti con una pena di reclusione di 3 anni al massimo. In casi poco gravi, l’autore è punito con una pena pecuniaria. La speranza della Federazione, conclude Hofmann, «è che anche il Nazionale decida di allinearsi a questa posizione».

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