«Ancora una volta sconfessata la partitocrazia immigrazionista»

Le reazioni

La Lega dei Ticinesi si dice soddisfatta per il voto sull’iniziativa anti-burqa: «Una significativa vittoria dei valori occidentali»

 «Ancora una volta sconfessata la partitocrazia immigrazionista»
© CdT/Gabriele Putzu

«Ancora una volta sconfessata la partitocrazia immigrazionista»

© CdT/Gabriele Putzu

«La Lega dei Ticinesi accoglie con grande soddisfazione il voto odierno, favorevole all’introduzione in tutta la Svizzera di un divieto di burqa come quello che già conosciamo in Ticino a seguito della votazione popolare del settembre 2013». Lo si legge in un comunicato odierno, in cui il Movimento di via Monte Boglia spiega: «L’iniziativa ticinese, che ha fatto da modello per quella federale approvata oggi, venne lanciata dal “Guastafeste” Giorgio Ghiringhelli. La Lega aderì fin da subito al comitato promotore, riconoscendo la necessità di combattere precocemente l’avanzata dell’islam politico anche alle nostre latitudini. Il velo integrale non risponde ad alcun precetto religioso, tant’è che è proibito perfino alla Mecca. È invece uno degli attributi visibili dell’islam politico. L’islam politico è in aperta contraddizione con i valori fondanti del nostro Stato liberale e con il nostro modello di società. Non può dunque avere diritto di cittadinanza in Svizzera. L’islam politico costituisce inoltre l’humus sul quale cresce il terrorismo islamico. Grazie al popolo svizzero (circa il 52% di sì a livello nazionale e il 60.5% in Ticino), che per l’ennesima volta ha sconfessato la solita maggioranza PLR-PPD-PS-Verdi, oggi è stato compiuto un passo concreto a difesa del nostro vivere insieme, e contro la creazione, sul nostro territorio, di società parallele che, invece di adeguarsi alle nostre regole, pretendono di continuare a seguire le proprie. Alla vigilia della Festa della donna, il popolo elvetico ha quindi pronunciato il proprio no ad uno strumento di sottomissione della donna, sconfessando così le sedicenti femministe rossoverdi la cui priorità, ed è apparso evidente nelle scorse settimane, non è certo la parità di genere, bensì l’immigrazionismo spinto. Essendo il burqa un problema di società, e non solo una semplice questione di sicurezza pubblica, è corretto che la sua messa al bando venga iscritta nella Costituzione federale. Evidentemente, anche altre misure andranno messe in campo per impedire che la Svizzera fornisca terreno fertile a chi propaganda e diffonde l’estremismo islamico: dal divieto di finanziamenti esteri alle moschee alla messa fuori legge dell’islam politico. Il divieto di burqa in tutto il Paese costituisce un importante passo avanti, oltre che una significativa vittoria dei valori occidentali. La Lega si rallegra di aver dato il proprio fattivo contributo a questo risultato. Le forze politiche che si sono invece opposte, venendo per l’ennesima volta sconfessate, faranno bene ad interrogarsi sulla propria rappresentatività».

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Ticino
  • 1

    Scuola uno, pandemia zero

    cantone

    Malgrado le restrizioni sanitarie l’anno scolastico ticinese si è svolto interamente in presenza - Bertoli: «Una straordinaria normalità raggiunta con lo sforzo di tutti» - Berger: «Abbiamo garantito il mandato formativo ed educativo» - Ora si guarda al rientro

  • 2

    Spostare il centro giovani? «Non lì e non adesso»

    Stabio

    Il Municipio è alla ricerca di nuovi spazi per i ragazzi del paese, oggi accolti in strutture prefabbricate provvisorie - Un’interpellanza propone l’edificio ex Rubis, soluzione che anche il Comune aveva considerato ma che ha dovuto scartare

  • 3
  • 4

    «I poliziotti formati sono merce rarissima»

    Chiasso

    Il corpo della Polizia comunale cerca tre agenti perché altrettanti sono passati alla Cantonale – Sonia Colombo-Regazzoni: «Non erano scontenti, non è una questione di stipendio ma per loro il trasferimento rappresenta un’occasione di miglioramento e di carriera»

  • 5

    Violento incendio a Cadenazzo

    rogo

    Le fiamme sono divampate nello stabile che ospitava il locale Monna Lisa - Sul posto i pompieri locali e della capitale - ViaSuisse informa che la strada cantonale è stata riaperta ed è nuovamente percorribile - FOTO e VIDEO

  • 1
  • 1