«Noi, ragazze e ragazzi
‘eroi’ dei mezzi pubblici»

I giovani

Renée, Amos, Simone, Mattia, Stefano: sono solo alcuni dei volti che, già oggi, garantiscono il funzionamento di quella complessa “macchina” che muove migliaia di persone al giorno

«Noi,&nbsp;ragazze e&nbsp;ragazzi<br />‘eroi’ dei&nbsp;mezzi pubblici»
Polimeccanici, impiegati di logistica, elettricisti: su gomma o su rotaia, i mezzi per funzionare richiedono professioni molto ricercate

«Noi, ragazze e ragazzi
‘eroi’ dei mezzi pubblici»

Polimeccanici, impiegati di logistica, elettricisti: su gomma o su rotaia, i mezzi per funzionare richiedono professioni molto ricercate

Sono giovanissimi. Hanno tra i 17 e i 18 anni. Ma una grande convinzione. Anzi, una missione. Ecco gli «eroi» che rendono possibile il «miracolo» della complessa macchina dei mezzi di trasporto pubblici. Ogni giorno, migliaia di persone scelgono di viaggiare su treni e autobus (oltre un milione in tutta la Svizzera per oltre 10.000 treni). E qualcuno che sappia farli funzionare ci vuole. Renée, Amos, Simone, Mattia, Stefano... Abbiamo incontrato alcuni dei 200 apprendisti in Ticino impegnati nel garantire che tutto fili liscio (guarda il video allegato a quest’articolo).

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Guarda il video — «Noi, ragazze e ragazzi, ‘eroi’ dei mezzi pubblici»

Il ventaglio di Login - azienda partner per la formazione delle Ferrovie federali e di altre imprese (oltre 50) - contempla una dozzina di professioni differenti. «Ma a livello nazionale sono di più, 25. In Svizzera tedesca c’è più varietà di mezzi», spiega Eder Richina, formatore da otto anni a Login e che «apre le porte» della sede a Bellinzona, inserita nell’area delle Officine. Richina segue gli apprendisti operatori in automazione nei loro primi due anni a tempo pieno. «I ragazzi che ogni anno mettono piede qui per dare il via alla loro carriera sono una sessantina. Polimeccanici, impiegati di logistica, elettricisti, sellai: professioni tecniche, molto ricercate. Che si traducono in un ottimo posto di lavoro».

Mi occupo della pianificazione del personale e sono felice di aver avuto questa possibilità per il mio anno di praticantato

Ma la consapevolezza delle «nuove leve» va ben oltre un salario sopra la media. Nelle loro parole si sente la responsabilità di offrire un servizio sicuro e di altissimo livello. «Ricordo ai miei tempi le vecchie carrozze verdi, ancora con lo scompartimento fumatori - sottolinea Richina -. In confronto, oggi i treni assomigliano a astronavi. Per non parlare dei passi da gigante compiuti non solo grazie ai nuovi trafori (San Gottardo e Ceneri, ndr), che hanno accorciato i tempi di percorrenza, ma anche all’aumento netto della frequenza dei passaggi, sia su strada sia su ferrovia», conclude con una punta di orgoglio.

Dobbiamo saper progettare, realizzare cablaggi, studiamo la meccanica e l’elettronica: una cultura tecnica a 360 gradi

Un orgoglio spesso tramandato di generazione in generazione. «Sono un grande appassionato di treni, da sempre. Grazie a mio padre, che è macchinista», racconta Amos Ferretti, 17.enne di Airoloe al terzo anno di formazione come impiegato di commercio nelle Ferrovie federali svizzere (tramite Login): «Miro a diventare capotreno, poi chissà. Potrei seguire le orme di mio padre - spiega il ragazzo, che veste la classica uniforme dei controllori -. Il lavoro mi piace perché sono sempre in movimento. Capita di fare colazione a Basilea e poi il pranzo a Berna». Amos ha pure lavorato per un periodo a Zurigo, migliorando il tedesco. Sempre dalla Valle Leventina il collega Mattia Fornasier, 17 anni di Ambrì. Stesso abito di Amos, anche lui ama viaggiare, non solo per lavoro. «Sì - conferma -, spesso insieme ad amici ci spostiamo nelle città principali, Zurigo, Basilea, Neuchâtel. È utile per conoscere la Svizzera e lasua geografia. Avere questo lavoro è proprio una grande fortuna», sottolinea Mattia.

Mi sento molto fortunato, perché nel tempo libero mi organizzo con gli amici per visitare città già viste durante le pause di lavoro

Stefano, 17 anni di Camignolo, è al quarto anno del suo apprendistato come operatore in automazione, «una sorta di meccanico dei treni», dice. La tuta arancione che indossa, infatti, permette di intuirlo. Gli interessi di Stefano nascono «in famiglia»: «Merito di mio nonno, da parecchi anni ferromodellista. Giocavo spesso con il suo plastico, oltre al fatto che, da piccolo, mi portava qui alle Officine. Appena ho potuto, ho colto al volo la possibilità di svolgere uno stage qui a Login. Ora sono al quarto anno, spero di continuare», spiega. La professione richiede le conoscenze più disparate: «Dobbiamo saper progettare, realizzare cablaggi, studiamo la meccanica e l’elettronica». E a Stefano piace. E come a lui anche al collega del Mendrisiotto, Simone Cardinale, 18 anni, apprendista polimeccanico al quarto anno: «Mi occupo di manutezione del traffico rotabile, dai motori ai filtri». Simone più di altri ha beneficiato dell’apertura della nuova galleria di base del Monte Ceneri: «È un cambiamento netto e positivo, si guadagna parecchio tempo», esclama.

Un ingranaggio così complesso non è fatto solo di interventi sulla meccanica o controlli sulle carrozze. Un aspetto importante è dato anche dalla pianificazione del personale e dei turni. E per questo c’è Renée, 17.enne di Losone, che svolge un anno di praticantato presso Login a Bellinzona: «Alle spalle ho già tre anni di scuola», spiega la giovane. «Uso da sempre i mezzi pubblici, per esempio vado in centro a Locarno per gli allenamenti di atletica. Sono felice di avere questa possibilità professionale», conclude Renée.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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