Inquinamento

Arriva il caldo ed è emergenza ozono

Le concentrazioni nell’aria sono ormai oltre i limiti di guardia da giorni - Ieri a Lugano sono stati registrati 169 microgrammi per metro cubo, a Chiasso 180, benché il limite sia 120

Arriva il caldo ed è emergenza ozono
La situazione al confine tra Chiasso e Como (foto DT)

Arriva il caldo ed è emergenza ozono

La situazione al confine tra Chiasso e Como (foto DT)

Arriva il caldo ed è emergenza ozono
La situazione al confine tra Chiasso e Como (foto DT)

Arriva il caldo ed è emergenza ozono

La situazione al confine tra Chiasso e Como (foto DT)

Arriva il caldo ed è emergenza ozono

Arriva il caldo ed è emergenza ozono

La stagione estiva è ormai alle porte e con essa si ripresenta la problematica dello smog estivo, essenzialmente legata a elevate concentrazioni di ozono nell’aria. Il Dipartimento del territorio in collaborazione con il Gruppo operativo salute e ambiente ha ricordato oggi che, in particolare durante le giornate soleggiate, calde e poco ventilate, le concentrazioni medie orarie di ozono nell’aria superano frequentemente la soglia - stabilita dall’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) - di 120 microgrammi per metro cubo.

A Lugano, per esempio, i valori sono oltre il limite ormai da giovedì scorso e sono in aumento: ieri sono stati registrati 169 microgrammi per metro cubo. Ancora più critica la situazione a Chiasso, a cui si riferiscono le fotografie: 180 microgrammi per metro cubo ieri.

Alte concentrazioni di ozono nell’aria provocano irritazioni delle mucose che si possono manifestare con sintomi quali: bruciore agli occhi, fastidio alla gola, sensazione di oppressione toracica, dolori durante il respiro profondo, riduzione della performance fisica. Circa il 10-15% della popolazione svizzera presenta una sensibilità marcata all’ozono, legata in parte a predisposizioni genetiche. Questa percentuale di persone, così come gruppi di individui più vulnerabili, risentono degli effetti dello smog prima di chi gode di buona salute.

Il soggiorno all’aria aperta nell’ambito di comuni attività, quali una passeggiata, un bagno o un picnic, non crea problemi. È consigliabile ridurre gli sforzi fisici intensi all’aperto, limitandoli al mattino (momento della giornata in cui si registrano le concentrazioni di ozono meno elevate). Le persone che lamentano sintomi dovuti alla presenza di ozono non devono essere obbligate a compiere sforzi fisici eccessivi. È inoltre buona norma evitare altri fattori irritanti (tabacco, solventi, fumo) per non peggiorare i sintomi. In caso di fastidio oculare può essere utile rinunciare all’uso di lenti a contatto.

Per le fasce di popolazione più vulnerabili (bambini piccoli, donne incinte, persone anziane, persone affette da asma, da insufficienza respiratoria o cardiaca) è raccomandabile evitare gli sforzi fisici nelle ore più calde e di massima insolazione della giornata.

Per migliorare la situazione dell’inquinamento atmosferico, sarebbe meglio spostarsi a piedi, in bicicletta o con i trasporti pubblici, rinunciando all’uso dell’automobile. A livello ticinese è attiva una pagina speciale www.ti.ch/aria, che fornisce informazioni utili, compresa una serie di documenti scaricabili e di link di approfondimento sul tema. In Svizzera la pagina di riferimento per lo smog estivo è www.ozon-info.ch/it.

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