Assieme alla neve fioccano i dubbi

Inverno

Le principali stazioni sciistiche scaldano i motori in vista dell’inizio della stagione fredda - Tra scongiuri e manutenzioni agli impianti c’è chi si attiva per combattere gli sbalzi del meteo

Assieme alla neve fioccano i dubbi
FOTO CDT/ARCHIVIO

Assieme alla neve fioccano i dubbi

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Per la gioia degli appassionati delle montagne innevate l’inverno è alle porte e i primi fiocchi in altitudine sono caduti proprio venerdì scorso. Le stazioni sciistiche ticinesi iniziano dunque a scaldare i motori per l’avvio della stagione fredda. Tutto normale, verrebbe da dire, se non fosse che sempre più spesso i protagonisti, come neve e freddo, malgrado la prima nevicata rimangono la grande incognita dell’appuntamento invernale. Ne abbiamo parlato con i principali comprensori turistici del nostro cantone. «La stagione scorsa è andata discretamente bene, anche se un po’ zoppa per colpa dell’innevamento scarso», ci spiega Denis Vanbianchi, responsabile della stazione sciistica di Campo Blenio. «Abbiamo avuto una media di 21.000 visitatori – prosegue - anche se siamo stati costretti ad aprire solo gli impianti più bassi perché quelli più in alto non avevano abbastanza neve».

«Nonostante questo – osserva ancora Vanbianchi – se le condizioni di innevamento dovessero essere migliori per questa stagione invernale e permettessero di salire in alto durante le vacanze di Natale, ci aspettiamo sicuramente una maggior affluenza, come nella stagione precedente durante la quale abbiamo superato i 30.000 visitatori». Chi invece non sembra essere particolarmente toccato dal meteo anomalo che condiziona le stagioni invernali è Luca Müller, responsabile della sicurezza delle piste e del soccorso degli impianti sciistici di Carì: «Siamo soddisfatti della passata stagione, nonostante il non ottimale innevamento, siamo riusciti a gestire la stazione sciistica con l’impianto di neve programmata toccando la soglia dei 28/29.000 visitatori». Niente paura, quindi, dal versante meridionale della valle Leventina: «Da noi si scia dai 2.000 metri in su, quindi l’altitudine ci dà una mano per le temperature. Ad ogni modo siamo pronti». Al passo con i tempi – o meglio con il tempo – e in barba ai cambiamenti climatici è la piccola, ma lungimirante Bosco Gurin, che dopo il boom di affluenza della scorsa stagione invernale, giornate soleggiate e neve (sopra i 1.600-1.700m), non si preoccupa tanto se le montagne saranno o meno coperte dalla coltre bianca, piuttosto «sfrutta e valorizza al massimo quello che si è fatto negli anni precedenti, come la teleferica e la seggiovia, nate come impianto invernale e ora utilizzate anche per creare delle nuove attrattive della montagna», ci spiega Giovanni Frapolli, proprietario delle infrastrutture ricettive e di trasporto. Insomma, Bosco Gurin reagisce e si adatta a quello che trova. Con o senza neve.

A nord del nostro cantone, invece, complici le altezze e la predisposizione degli impianti di risalita di Airolo-Pesciüm, la situazione è «più tranquilla rispetto alle altre stazioni sciistiche ticinesi», ci confida il responsabile del marketing Andrea Rinaldi. «Siamo molto soddisfatti della passata stagione invernale – prosegue - abbiamo avuto una progressione della vendita degli abbonamenti stagionali e un aumento di visitatori del 20%, arrivando a toccare un’affluenza di quasi 60.000 persone».

Il caldo e la poca neve, però, non sono gli unici inconvenienti climatici che possono penalizzare l’andamento di una stagione invernale. Lo sa bene Remo Signorelli, presidente degli Amici del Nara, che ha dovuto lottare contro un tutt’altro evento: «La stagione passata non è stata da incorniciare. Oltre al caldo durante il periodo di Natale, abbiamo avuto un guasto all’impianto di risalita dovuto al gelo che ci ha costretti a chiudere le porte al pubblico per quindici giorni. Siamo vincolati dalle condizioni metereologiche – osserva – ma quest’anno, neve permettendo, dovrebbe filare tutto liscio, anche perché stiamo ultimando i lavori di manutenzione per evitare altri scomodi inconvenienti».

Una nuova carta nata dalle ceneri di «Inverno in tasca»

L’idea di un unico abbonamento per avere pieno accesso alle principali stazioni sciistiche ticinesi (piccole e grandi) a un prezzo allettante per rilanciare il turismo invernale del cantone era piaciuta agli addetti ai lavori del Ticino. Ma la carta «Inverno in tasca», ideata da tre sciatori nei primi mesi del 2018, non era andata in porto. Niente è andato perso, anzi. Dalle ceneri dell’abbonamento multifunzionale si basa la nuova carta ideata dai cinque comprensori sciistici del nostro cantone (Bosco Gurin, Nara, Carì, Airolo-Pesciüm e Campo Blenio), chiamata «Carta turistica della montagna». Il progetto, ancora in fase embrionale che non vedrà la luce prima del 2020/2021, «è quello di unire le forze e avere una visione comune per fare in modo che il pubblico ticinese abbia un’offerta coordinata tra le cinque stazioni e anche con altri impianti di risalita», ci spiega Remo Signorelli. L’ideale dal punto di vista dell’utente sarebbe quindi di disporre di una carta che risponda alle esigenze del cliente e che consenta agli amanti della montagna – ma non solo – di fare quello che più gli piace rimanendo in territorio ticinese. «L’obiettivo è quello di riprendere la base di quella che era la carta “Inverno in tasca’’ o ancora prima la famosa “Ticino card’’ e creare questo prodotto – osserva Denis Vanbianchi - ma c’è un aspetto tecnico non indifferente da tenere conto: chi acquista la futura carta a Campo Blenio, rispettivamente ad Airolo o Bosco Gurin, deve poterla utilizzare in tutti i comprensori». In altre parole, tutti devono avere lo stesso biglietto. Ed è proprio questo l’ostacolo principale. «Stiamo parlando di un investimento decisamente importante che per grandi stazioni può anche rientrare nella gestione ordinaria – ci spiega Andrea Rinaldi - ma per altre stazioni più piccole, invece, il problema è più complesso. Per questo motivo si chiede il sostegno del Cantone».

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