Atti negati anche alla politica

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Dopo il «no» alla richiesta dei cinque procuratori preavvisati negativamente il Consiglio della magistratura risponde picche anche alla Commissione giustizia e diritti

 Atti negati anche alla politica
© CdT/Gabriele Putzu

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Dopo aver negato l’accesso agli atti ai cinque procuratori pubblici preavvisati negativamente, il Consiglio della magistratura ha risposto «picche» anche alla Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio. Lo ha reso noto oggi laRegione.

La richiesta, ci aveva spiegato il presidente della Commissione Luca Pagani (PPD), era stata avanzata nella giornata di lunedì, ma ancora una volta l’organo di vigilanza sulla Magistratura ha detto no in quanto la trasmissione dell’incarto (nel quale sono presenti giudizi e critiche pesanti sull’operato dei cinque procuratori in questione) violerebbe la separazione dei poteri. La decisione potrebbe portare all’attivazione dell’Alta vigilanza da parte della Commissione.

Settimana scorsa, nel negare l’accesso agli atti ai cinque procuratori pubblici, il Consiglio della magistratura aveva specificato che i dossier sono basati su semplici preavvisi e, quindi, non su giudizi definitivi.

La Commissione, lo ricordiamo, dovrà presentare al plenum del Gran Consiglio una rosa di candidati in vista del rinnovo decennale delle cariche dei procuratori pubblici. Oltre agli accertamenti, i commissari si devono basare anche sul preavviso del Consiglio della magistratura.

L’audizione dei magistrati

Per fare ulteriore chiarezza sulla vicenda, come confermatoci lunedì da Pagani, i commissari presto incontreranno proprio i cinque procuratori pubblici preavvisati negativamente. Nelle scorse settimane, invece, la Commissione aveva incontrato una delegazione del consiglio della magistratura.

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