Il caso

Autogestione via dall’ex Macello, giusto o sbagliato? Ecco cosa pensa la gente

All’indomani della decisione di sfrattare gli autogestiti dall’area che occupano dal 2002, abbiamo chiesto la vostra opinione per le strade di Lugano - VIDEO

Autogestione via dall’ex Macello, giusto o sbagliato? Ecco cosa pensa la gente
(foto Putzu)

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LUGANO - Autogestione via dall’ex Macello: è giusto o sbagliato? Lo abbiamo chiesto per le strade dei Lugano all’indomani della decisione del Consiglio comunale, che lunedì ha accettato il credito da 450.000 franchi per imbastire un concorso d’architettura internazionale, i cui esiti determineranno il futuro del comparto. Non saranno previsti spazi per l’autogestione: il Legislativo ha respinto una proposta in questo senso. Dove andranno i cosiddetti «molinari» rimane un grosso punto di domanda. Di certo non saranno allontanati dall’oggi al domani. Ma partirà presto una richiesta di disdetta della convenzione firmata nel 2002. Ora toccherà alla Città e al Cantone trovare una soluzione per gli autogestiti.

Autogestione via dall’ex Macello, giusto o sbagliato? Ecco cosa pensa la gente

I pareri che abbiamo raccolto sono diversi. C’è chi di principio sostiene l’autogestione, così come chi sostiene che la priorità sia «liberare l’area dell’ex Macello per riqualificarla».

«Sono contrario all’autogestione all’ex Macello, - dice qualcuno - è un’area pregiata che può essere utilizzata per altre cose. Per l’autogestione ci saranno nuovi spazi, magari non così centrali». Una signora sostiene invece che «gli autogestiti debbano avere un loro spazio, che sia all’ex Macello oppure da un’altra parte. L’importante è che abbiano un luogo dove andare». «Non vivo in Ticino ma ci sono cresciuta - dice una ragazza - e credo sia importante che ci sia uno spazio di autogestione, dove possa esserci una sinergia nuova, un po’ folle e fuori dagli schemi per portare avanti quanto fatto fin qui».

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Molte delle persone da noi interpellate non hanno una propria opinone sull’autogestione all’ex Macello: dicono di non conoscere la situazione e di non volersi esprimere. Alla parola «molinari» in diversi hanno spalancato gli occhi non sapendo a chi ci riferissimo. «Personalmente, non mi sono mai interessata della questione quindi per me non cambia nulla - dice ad esempio una signora - «anche se io sono per il vivi e lascia vivere». «Frequentavo l’ex Macello - spiega un ragazzo - ma ora non ho più l’età sono tutti molto giovani. In ogni caso credo fermamente che ogni città necessiti un’area diversa e autogestita che non sia indirizzata dall’alto, una voce alternativa che proponga attività: se poi piace o non piace è un altro discorso». Infine, c’è chi si mostra scettico sui progetti dell’autorità cittadina: «È giusto che Lugano s’impegni nella rivalorizzazione dell’area dell’ex Macello, ma non confido molto nei progetti cittadini quindi non ho grandi aspettative. Staremo a vedere cosa accadrà».

Un po’ di storia dell’autogestione

1992 Dopo la prima festa al Tassino nel 1989, nel 1992 4.382 persone chiedono spazi socioculturali a Lugano.

1996 È l’anno degli scontri al Tassino e dell’occupazione dei molini Bernasconi a Viganello. Il Cantone ottiene lo sgombero nel 1997, quando i molini vengono danneggiati da un incendio doloso. Gli autogesiti si trasferiscono al Maglio di Canobbio.

2002 Gli autonomi vengono fatti sloggiare, iniziano una protesta in centro e ottengono l’ex Macello. Nel dicembre 2002 Municipio, Consiglio di Stato e associazione Addio Lugano Bella (ALBA) che rappresenta gli autogestiti, firmano la convenzione con cui si impegnano a trovare un luogo adatto e di reciproco gradimento per accogliere il centro autogestito. I Municipio mette a disposizione gratuitamente alcuni locali dell’ex Macello.

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2003 Il CSOA e il Municipio avanzano alcune proposte in merito alla sede definitiva del centro sociale ma non trovano un accordo. Viene approvato un Messaggio municipale concernente il recupero dell’area, poi ritirato.

2014 È l’anno dello studio per l’inserimento all’ex Macello del Liceo Lugano 1.

2015 Viene creato un gruppo di lavoro tra Municipio e autonomi: nonostante l’inizio sembra promettere bene, il dialogo torna ai minimi storici.

2016 L’area viene candidata ad ospitare il Museo di storia naturale, ma il progetto viene bocciato dal Cantone.

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