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Officine di Bellinzona, il sorriso è lontano

Gli operai sono preoccupati principalmente per la transizione dall'attuale stabilimento a quello nuovo, che sarà pronto nel 2026

Archivio CdT
Si chiede alla politica di restare vigile.
 
22
febbraio
2018
18:20

BELLINZONA – Sono passati 10 anni dallo sciopero. Ma sarà il prossimo decennio ad essere decisivo per il futuro delle Officine FFS di Bellinzona. Ne sono convinti i delegati di reparto e gli operai che oggi pomeriggio si sono riuniti, per oltre due ore, con la Commissione del personale allargata per discutere del trasferimento dello stabilimento nella futura sede (probabilmente a Castione) che verrà inaugurata nel 2026. Le maestranze temono che il periodo di transizione da una struttura all'altra possa avere ripercussioni sui volumi di lavoro e, soprattutto, sull'occupazione. Attualmente nel sito produttivo cittadino sono impiegati circa 400 collaboratori; in prospettiva si ridurranno a 200-230, senza licenziamenti, hanno assicurato le Ferrovie. I dipendenti hanno ribadito il pollice verso alla riduzione del personale e alla prospettata messa in discussione dei settori chiave dell'Officina, vale a dire la manutenzione delle locomotive e dei carri merci. Alla politica, in particolare al Consiglio di Stato, si chiede di restare vigile. Escluse, infine, per ora, eventuali azioni di protesta.

I dettagli sul CdT in edicola domani, a pagina 15.

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