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Fuochi d'artificio contro il consolato turco: l'inchiesta doveva proseguire

La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale annulla la decisione della Procura di archiviare l'indagine sui vandalismi

Zocchetti
 
16
aprile
2018
12:21
ats

BELLINZONA - Il Ministero pubblico della Confederazione ha erroneamente sospeso un'indagine penale relativa al lancio di oggetti pirotecnici contro il consolato turco a Zurigo verificatosi nel gennaio 2017. È quanto ritiene il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona.

La Corte dei reclami penali del TPF ha annullato una decisione presa nel novembre del 2017 dalla Procura federale, secondo quanto indica una sua sentenza pubblicata oggi. Il ricorso era stato presentato dalla Repubblica di Turchia.

L'atto di vandalismo non aveva ferito nessuno, tuttavia i fuochi d'artificio avevano sporcato e danneggiato l'intonaco della facciata nonché rotto una finestra.

Sul caso era inizialmente stata aperta un'indagine contro ignoti per uso delittuoso di materie esplosivo o gas velenosi. Successivamente, su un oggetto pirotecnico trovato sul posto erano state identificate tracce di DNA di una persona, il cui profilo risultava già registrato. L'individuo in questione si rifiutò di presentarsi per un interrogatorio affermando inoltre che si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, si legge nella sentenza.

Per questo motivo il Ministero pubblico aveva ritenuto che non fosse possibile ottenere ulteriori informazioni per questa via. La decisione è stata un errore, secondo il TPF, poiché la persona in questione doveva essere formalmente sentita. La Procura è inoltre tenuta a raccogliere tutte le "prove appropriate" che potrebbero portare all'identificazione del responsabile.

"Eccezionalmente autorizzato"
Non era inoltre chiaro se la Repubblica di Turchia fosse autorizzata a presentare ricorso contro la sospensione. Fondamentalmente, quale accusatore privato deve costituirsi una persona lesa. Il Ministero pubblico è tenuto a segnalare questa possibilità. Siccome agli atti non risulta alcun avviso del genere, scrive il TPF, la Procura è venuta meno al suo obbligo di informare e quindi la Turchia è "autorizzata eccezionalmente a ricorrere".

Il viceconsole e un impiegato del consolato non avevano voluto firmare una denuncia o un riconoscimento di denuncia per danneggiamento. Al riguardo, i due avevano affermato che un avvocato avrebbe contattato la polizia, scrive il TPF. Fino alla fine di marzo ciò non è però avvenuto.

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