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Rally, per i ricorsi non c'è tempo: "Una presa in giro"

I contrari infuriati con le autorità cantonali I termini per i gravami scadono dopo la gara

archivio Zocchetti
 
11
agosto
2018
06:00

MENDRISIO - Oscillano tra la rabbia e la rassegnazione gli stati d'animo dei tanti cittadini della regione contrari allo svolgimento di gare automobilistiche. A suscitare viva indignazione nel composito fronte che già l'anno scorso si era battuto contro la manifestazione non sono solo i contenuti del recente via libera alla ventunesima edizione del Rally Ronde del Ticino, ma anche i tempi della comunicazione da parte della Sezione della circolazione. L'autorizzazione alle corse in programma il prossimo 1. settembre è stata pubblicata sul Foglio ufficiale di venerdì 3 agosto; ne deriva che il termine di 30 giorni per presentare ricorsi al Consiglio di Stato scadrà dopo che si sarà tenuto il rally. Ciò che svuoterebbe di senso eventuali gravami, di fatto tardivi per scelta delle autorità cantonali. Non usa mezzi termini per esprimere il proprio dissenso il dottor Giorgio Noseda, capofila dei 141 cittadini del Mendrisiotto e del Luganese che, spalleggiati da associazioni cantonali di tutela dell'ambiente e tre sezioni locali di partiti, l'anno scorso impugnarono il benestare alle gare davanti al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM): «La scelta del 3 agosto per rilasciare il permesso è una beffa».

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