Addio alle settimane bianche: è una valanga di no

IL CASO

Bellinzona, i gruppi in Consiglio comunale chiedono al Collegio dei direttori dell’Istituto scolastico comunale ed al Municipio un passo indietro - Da sinistra a destra sono tutti contrariati: solo il PLR si è preso del tempo per discutere con calma la questione al proprio interno - A fine 2020 il Legislativo aveva già approvato una risoluzione per «salvare» le scuole montane

Addio alle settimane bianche: è una valanga di no

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Addio alle settimane bianche: è una valanga di no

Una valanga di no che sotterra una scelta giudicata «incomprensibile». Ed è la seconda volta in meno di dodici mesi. I gruppi in Consiglio comunale a Bellinzona bocciano la (prevista) rinuncia sine die alle settimane bianche, da quest’anno, decisa negli scorsi giorni dal Collegio dei direttori dell’Istituto scolastico comunale ed accolta dal Municipio nell’elaborazione del Preventivo 2022. Si preferisce puntare sulle settimane verdi a seguito di «scelte di tipo pedagogico-didattico».

Una sospensione, tra l’altro, che consentirà di «mantenere la terza ora di ginnastica con i docenti di educazione fisica». Apriti cielo. Da sinistra a destra, lungo tutto lo scacchiere politico, si è alzato un coro di protesta che ricorda il pollice verso che era stato mostrato nel dicembre 2020. Allora il Legislativo approvò a larghissima maggioranza (53 sì e 3 astenuti) una risoluzione per salvare le scuole montane e, in primis, i corsi sugli sci, dopo che la Commissione della gestione aveva auspicato un passo indietro da parte dell’Esecutivo cittadino guidato dal sindaco Mario Branda.

L’Unità di sinistra: «No ai tagli»

Il primo colpo di piccone teso a sgretolare le certezze delle autorità scolastiche e politiche è arrivato oggi dall’Unità di sinistra. «La scuola dell’obbligo deve pensare in primo luogo al benessere dei bambini e delle bambine e nessun taglio è ammissibile», si osserva nella nota, nella quale si preannuncia che sia il Partito socialista sia quello comunista bocceranno nuovamente la proposta come fatto, appunto, a fine 2020. Anche perché, si specifica, a preoccupare «ancora di più sono le motivazioni a dir poco discutibili che hanno spinto il Collegio» a sottoporre al Municipio la decisione di fare a meno delle settimane bianche.

Addio alle settimane bianche: è una valanga di no

«Il valore di questa esperienza è plurimo: motorio, formativo e sociale (...). Ma soprattutto questa settimana per alcune bambine e alcuni bambini è l’unica occasione che hanno di poter vivere la montagna d’inverno. Se uno dei motivi dell’abolizione della settimana bianca sono i costi per le famiglie, la scuola dovrebbe ovviare a questa situazione affinché tutte e tutti abbiano gli stessi diritti (...). La settimana bianca è un’esperienza complementare alla settimana verde e con le sue peculiarità deve essere mantenuta». L’Unità di sinistra ribadisce infine di non essere disposta ad accettare «ulteriori tagli nel settore scolastico e sociale. Una città degna di questo nome non può permettersi di risparmiare sulla crescita» delle future generazioni.

Il PPD: «Bisogna investire»

Contrario e contrariato per una decisione «camuffata da una discutibile motivazione didattica» è anche il PPD, secondo cui la rinuncia alle settimane bianche è «da ricondurre all’esercizio di risparmio chiesto negli scorsi mesi dal capodicastero Educazione ai propri direttori senza consultare il corpo docenti». Tutto ciò, secondo i popolari democratici, non è che il preludio alla revisione della spesa alla quale sta lavorando l’Esecutivo per far fronte alle difficoltà finanziarie dovute, in primis, alla pandemia. Per il PPD quando si parla di scuola occorre «investire e non tagliare».

Lega-UDC e sinistra alternativa

Il PLR, ci ha spiegato il presidente Marco Nobile, si è preso del tempo per discutere della questione al proprio interno e fare le valutazioni del caso. Dal canto suo la destra, rileva il capogruppo Lega-UDC Luca Madonna da noi interpellato, «si dice profondamente delusa dalla decisione presa dal Collegio dei direttori ed appoggiata dal Municipio. In particolare perché nessuno capisce i motivi alla base di questa scelta». Infine la coalizione Verdi-FA-MPS-POP: il consigliere comunale Ronnie David, in un’opinione pubblicata su laRegione online, ha parlato di «un autogol a 360 gradi da parte di Municipio e direttori» di sede dell’istituto.

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