All’oratorio di Giubiasco la Casa della cultura

BELLINZONA

Il Municipio rinuncia a rilevare da Armasuisse l’ex ospedale di Ravecchia per concentrarsi sull’edificio parrocchiale in ristrutturazione nel Borgo, una delle tre opere finite sotto la lente nella vicenda dei sorpassi di spesa

All’oratorio di Giubiasco la Casa della cultura
L’ex ospedale di Ravecchia. © CdT/Chiara Zocchetti

All’oratorio di Giubiasco la Casa della cultura

L’ex ospedale di Ravecchia. © CdT/Chiara Zocchetti

All’oratorio di Giubiasco la Casa della cultura
© CdT/Chiara Zocchetti

All’oratorio di Giubiasco la Casa della cultura

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Il Municipio di Bellinzona rinuncia a rilevare l’ex ospedale di Ravecchia da Armasuisse per concentrarsi sull’oratorio di Giubiasco. È una delle decisioni indirette nell’ambito della vicenda dei sorpassi di spesa, emersa oggi nel corso della conferenza stampa. In particolare in due dei tre blocchi della struttura in costruzione nel Borgo (l’unica, delle tre finite sotto la lente, non ancora conclusa: le altre due sono il Policentro di Morobbia e lo stadio Comunale) verrà edificata la Casa intergenerazionale della cultura e delle associazioni con «possibili attività aggregative, sociali, culturali, fruizione da parte di associazioni, biblioteca», ha reso noto il consesso guidato dal sindaco Mario Branda.

L’acquisto da parte della Città del nosocomio per 4,6 milioni, ricordiamo, si era complicato a metà giugno dopo che la Confederazione si era detta intenzionata ad insediarvi la sede provvisoria della Corte di appello del Tribunale penale federale. L’Esecutivo aveva dunque «congelato» il messaggio ed iniziato ad intavolare nuove trattative con Berna per trovare una soluzione di compromesso: «Le condizioni richieste però non ci vanno bene, ad esempio ristrutturare il complesso entro fine dicembre 2021». Il concetto di una casa della cultura all’ombra dei castelli, ricordiamo, è stato approvato dal Legislativo il 1. luglio scorso dando luce verde a grande maggioranza alla mozione dei Verdi datata 2017.

Fra le ipotesi figurava, appunto, l’ex ospedale di Ravecchia. Il Municipio ci aveva messo gli occhi anche per insediarvi gli uffici del Settore Opere pubbliche destinato a lasciare via Bonzanigo per far posto al cantiere del terzo binario e della nuova fermata TiLo di piazza Indipendenza. La rinuncia all’acquisto è già stata comunicata alla Confederazione; si fa strada l’ipotesi di affittare solo i locali necessari, appunto, per il Settore Opere pubbliche.

Da notare, in ambito di progetti, che dalla prossima legislatura le Opere pubbliche confluiranno in un unico dicastero; il settore Servizi urbani e ambiente verrà attribuito ad un altro dicastero. Fino al termine della corrente legislatura ad occuparsene sarà, come noto, il sindaco Mario Branda al posto di Christian Paglia.

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