Processo

Allunga le mani su di una minorenne, condannato

Pena pecuniaria per un pensionato del Bellinzonese che in aula ha ritirato l’opposizione al decreto di accusa

 Allunga le mani su di una minorenne, condannato
L’imputato ha anche accettato la richiesta risarcitoria di 1.000 avanzata dalla ragazzina la riparazione del torto morale. (Foto Zocchetti)

Allunga le mani su di una minorenne, condannato

L’imputato ha anche accettato la richiesta risarcitoria di 1.000 avanzata dalla ragazzina la riparazione del torto morale. (Foto Zocchetti)

«La mia coscienza e pulita, ma comunque ritengo che si possa chiudere qui». Quando la giudice Manuela Frequin Taminelli, presidente della Corte delle Assise correzionali di Bellinzona, stava per dare la parola alle parti il 71.enne sul banco degli imputati ha deciso di ritirare l’opposizione al decreto d’accusa con i quale la procuratrice pubblica Valentina Tuoni gli contestava il reato di atti sessuali con fanciulli. Risolutiva, per la fine del procedimento penale, è stata la discussione che l’uomo ha avuto con il suo legale, l’avvocato Cesare Lepori, nella pausa che la giudice gli ha concesso per rileggere il verbale dell’istruttoria dibattimentale durata un’ora buona. Istruttoria durante la quale la presidente della Corte lo ha interrogato per cercare di capire i motivi che, secondo l’accusa, lo hanno spinto nel dicembre del 2016 a toccare le parti intime ed il seno di una ragazzina 15.enne che sedeva in auto accanto a lui. Toccamenti che il pensionato italiano, all’epoca dei fatti taxista occasionale, ha negato decisamente. «Lo sa, signora giudice, come siamo noi meridionali: quando parliamo gesticoliamo. E così, inavvertitamente, ha toccato il ginocchio della ragazza. Ma tutto il resto non lo ho mai fatto. Il Signore possa essermi testimone” ha risposto alla giudice quando gli chiedeva conto delle accuse formulate dalla ragazzina nei suoi confronti. Ragazzina che il 71.enne aveva deciso di incontrare per convincerla a non farsi più rifornire di marijuana da suo figlio. «Solo volevo dire solo questo» ha cercato di giustificarsi l’uomo spiegando che mentre discuteva con la ragazzina ricevette la chiamata di una cliente che sarebbe dovuto andare a prendere a Lugano. «Le ho chiesto se voleva accompagnarmi così avremmo potuto discutere della questione della marijuana e lei ha accettato» ha ancora spiegato il pensionato che alla fine, forse vista la piega che stava prendendo il dibattimento e, compresa l’ipotesi tutt’altro che remota di venir espulso dalla Svizzera in virtù dei tre ammonimenti emessi dall’Ufficio della migrazione a causa di precedenti guai con la giustizia e dei debiti accumulati, ha deciso di accettare la pena proposta dalla pp Tuoni, ovvero 150 aliquote giornaliere da 40 franchi l’una sospese per due anni ed una multa di 500 franchi. Pure accettata la richiesta di 1000 franchi quale risarcimento per torto morale avanzata dalla patrocinatrice della ragazzina.

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