«Altro che far cassetta, i limiti vanno rispettati»

Radar

Il comandante della PolCom di Bellinzona Ivano Beltraminelli respinge al mittente le accuse sul controllo della velocità a Camorino

 «Altro che far cassetta, i limiti vanno rispettati»
L’anno scorso la Polizia cantonale ha effettuato 427 controlli mobili, le Polizie comunali 1.188. ©Carlo Reguzzi

«Altro che far cassetta, i limiti vanno rispettati»

L’anno scorso la Polizia cantonale ha effettuato 427 controlli mobili, le Polizie comunali 1.188. ©Carlo Reguzzi

«Chi è stato immortalato dal radar ha commesso un’infrazione». È con questa lapalissiana premessa che il comandante Ivano Beltraminelli interviene, sollecitato dal CdT, sulla polemica esplosa al riguardo dell’apparecchio mobile per il controllo della velocità piazzato dalla Polizia comunale di Bellinzona ieri sulla cantonale a Camorino pochi metri prima del cartello che segna la fine del limite di 50 chilometri orari. Radar che nel frattempo è stato spostato, come del resto avviene abitualmente per quanto riguarda i controlli della velocità eseguiti dalla Polizia comunale cittadina che mantiene gli apparecchi solo per poche ore nello stesso punto. «La decisione di dove piazzare l’apparecchio per il controllo della velocità è dell’operatore radar. Decisione che prende in base alla conoscenza del territorio e delle situazioni che constata monitorando il traffico», precisa Beltraminelli rispedendo al mittente le illazioni secondo le quali il radar sia stato collocato proprio in quel luogo solo per fare cassetta. Anche il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, tuttavia, ieri sera attraverso un post su Facebook ha messo in dubbio lo scopo dissuasivo di quel controllo della velocità. «Cosa significa? Vuol forse dire che il consigliere di Stato ammette che in certi casi è lecito superare i limiti di velocità? Allora è tutto discutibile», commenta a tal proposito il comandante della PolCom. I due avranno modo di chiarirsi considerato che Gobbi, sempre su Facebook, ha assicurato che “questo modo di agire sarà sicuramente oggetto di un approfondimento anche politico con le parti interessate, e non solo in seno alla piattaforma di coordinamento tra Polizia cantonale e polizie comunali».

Approfondimento politico sollecitato anche dal granconsigliere leghista Stefano Tonini, che ha depositato oggi un’interrogazione con la quale pone ben undici quesiti al Consiglio di Stato. I primi riguardano il numero di apparecchi radar in dotazione alla Polizia cantonale, con quale frequenza vengono utilizzati e come vengono decise le postazioni di rilevamento della velocità. Tonini chiede poi se il Consiglio di Stato è a conoscenza di quanti apparecchi radar siano in dotazione ai corpi comunali, se vi è una formazione specifica per gli agenti che li utilizzano e se il Dipartimento delle istituzioni è informato dei controlli eseguiti dalle diverse PolCom. Finalmente Tonini entra nel vivo della questione chiedendo al Governo «come valuta il caso della posa del radar di Camorino fatta solo ed unicamente per fare ‘cassetta’?». Il deputato leghista intende inoltre sapere se vi sia una distanza minima per posizionare un radar ad un cambio di velocità. L’interrogazione si conclude con il quesito inteso a conoscere quanto incassano Cantone e Comuni dai controlli radar.

Qualche risposta, indirettamente e in anticipo rispetto alla presentazione dell’interrogazione, invero Gobbi l’ha già fornita sempre nel post pubblicato mercoledì sera su Facebook: «Nel 2018 la Polizia cantonale ha effettuato 427 controlli mobili, le Polizie comunali 1.188; laddove i radar della Cantonale hanno ‘pizzicato’ il 2% degli automobilisti transitati mentre quelli delle Comunali ben il 27%! A voi le conclusioni...».

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