Amianto, si son fatti avanti in 53

OFFICINE

Aumentano gli operai dello stabilimento industriale di Bellinzona che temono di essere entrati in contatto con la pericolosa sostanza - Venerdì 15 novembre è in programma il secondo incontro fra i rappresentanti del personale e la SUVA: il 19, invece, un’altra serata pubblica

Amianto, si son fatti avanti in 53
© CdT/Archivio

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Amianto, si son fatti avanti in 53

Amianto, si son fatti avanti in 53

Caso amianto alle Officine FFS di Bellinzona: sono saliti a 53, dato di ieri, come appreso dal CdT, gli operai che si sono annunciati all’Ufficio della sicurezza interno allo stabilimento industriale. Temono di aver respirato le polveri di asbesto e pertanto desiderano essere inseriti nel programma di prevenzione lanciato dalla SUVA per capire quanti collaboratori sono entrati in contatto con la pericolosa sostanza e qual è la casistica delle eventuali malattie.

Fra domande e formulari

Il dibattito nato più di un mese fa attorno al tema sembra dunque aver colto nel segno e spinto molti dipendenti ad uscire allo scoperto in quanto preoccupati per la loro salute. È quello che volevano l’associazione Giù le mani, i sindacati e la Commissione del personale. Ovvero che si discutesse pubblicamente della problematica per evitare che l’attenzione calasse. Le maestranze che si sono fatte avanti con l’Ufficio della sicurezza (istituito nel 1992) presto saranno chiamate per un colloquio con il delegato responsabile.

Verrà loro chiesto di compilare un dettagliato formulario (contenente domande precise come, ad esempio, da quanti anni il dipendente lavora all’Officina e in quali situazioni crede di avere avuto a che fare con l’amianto) che verrà in seguito trasmesso alla SUVA che, secondo i suoi parametri (che né le FFS né i rappresentanti degli operai conoscono), dirà quali lavoratori dovranno sottoporsi a dei controlli medici approfonditi.

Gli interrogativi sul tavolo

Gianni Frizzo e colleghi da una parte e la SUVA dall’altra si ritroveranno nuovamente faccia a faccia venerdì 15 novembre. Sarà il secondo incontro dopo quello andato in scena, a Bellinzona negli uffici dell’assicurazione infortuni in piazza del Sole, il 14 ottobre. I sindacati sperano di ottenere quelle risposte rimaste in sospese relative ai tanti interrogativi messi sul tavolo settimana scorsa. In particolare esigono entrare in possesso delle liste complete ed aggiornate, appunto, dei collaboratori definiti a rischio. Trasparenza e chiarezza è infatti quanto auspicano i rappresentanti del personale. Infine, martedì 19 novembre, altra serata pubblica, alla Casa del Popolo in città, che farà seguito a quella del 15 ottobre.

Quell’incontro del 1982

È tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta che nelle officine delle Ferrovie svizzere si prende coscienza della pericolosità dell’amianto. A Bellinzona un primo incontro per sensibilizzare gli operai si tenne nel 1982, come abbiamo avuto modo di appurare negli scorsi giorni. Di una simile circostanza ci aveva già parlato lo storico direttore del sito della Turrita Alfredo Keller il 27 settembre. I collaboratori deceduti, ricordiamo, sono una dozzina.

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