«Ancora troppi negozi chiusi la domenica»

Economia

Commercianti di Bellinzona in assemblea tra vecchi problemi e nuove opportunità - Il comandante della Polizia comunale Ivano Beltraminelli, presidente del giorno particolarmente vivace, ha invitato ad approfittare della novità legislativa

«Ancora troppi negozi chiusi la domenica»
©CdT/Chiara Zocchetti

«Ancora troppi negozi chiusi la domenica»

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Non sono mancati i temi classici dell’economia bellinzonese lunedì nel corso dell’assemblea della Società commercianti cittadina all’albergo Unione. Animazione, eventi, aperture straordinarie dei negozi, ristorazione, turismo, incentivi politici, infrastrutture, angoli dimenticati del centro. Come favorire un maggior «movimento»? A stimolare la discussione è stato in particolare un inedito presidente del giorno, scelto nella persona del comandante della Polizia comunale Ivano Beltraminelli. Il quale ha vivacemente lanciato il sasso nello stagno esponendo la propria posizione senza tanti giri di parole. È un peccato, ha detto prendendo spunto da quanto affermato poco prima dalla presidente dei Commercianti Claudia Pagliari, che i negozi bellinzonesi non approfittino di quanto la legge ora concede loro, ovvero la possibilità di aprire anche nei giorni festivi. «Vedo ancora troppi negozi chiusi la domenica» ha affermato. Lo ha fatto invitando i commercianti «a marcare presenza, altrimenti il lavoro fatto per arrivare a questa novità sarà stato vano». La possibilità legislativa anche a Bellinzona in quanto località definita turistica, ricordiamo, è data ai negozi medio-piccoli. Che però spesso ancora non osano. Eppure, per non fare che un esempio ancora caldo, il passato weekend con la Rassegna del formaggi e un meteo invitante la gente non mancava. Anzi, ce n’era tantissima. «E dove c’è gente arriva altra gente» ha affermato Paola Peverelli, alla testa del team-room di piazza Collegiata che negli ultimi anni ha esteso la propria apertura domenicale. È così stato evocato un circolo virtuoso a cui tutti dovrebbero ispirarsi.

Più luce in centro
Sono poi stati citati varie preoccupazioni. Piazza Buffi (ex Magoria) viene sistematicamente ignorata, è stato detto ad esempio. Perché non proporre eventi pure lì, attirando di conseguenza potenziali clienti? «Lì gli espositori non ci vogliono stare perché il flusso è altrove, lungo il viale che porta fino a Palazzo civico», è stato risposto anche stavolta. E che dire dell’illuminazione notturna, spesso troppo debole quando non assente? Ci stiamo lavorando, ha risposto al quesito il municipale a capo dell’economia cittadina, Fabio Käppeli: si partirà da via Dogana e piazza Indipendenza per proseguire altrove. E l’informazione? Non sono mancate lamentele per una presunta assenza di pubblicizzazione degli eventi. Ma anche su questo punto la Società dei commercianti non è stata con le mani in mano, si pensi ai social media che hanno un potere enorme.

La pandemia ha portato innovazione
Da parte sua la presidente della Società che riunisce i negozianti della città come da sua abitudine ha guardato la metà piena del bicchiere. La pandemia ha portato evidentemente grandi incertezze, e chi organizza eventi ha dovuto in parte rinunciare, in parte muoversi con modalità e regole del tutto nuove. Ciononostante, ha affermato, «ci siamo adattati ad esse e abbiamo trovato nuove strategie per poter lavorare al meglio». Nel quadro di un boom turistico, la capitale ha così potuto innovarsi: ne sono testimonianza nuove manifestazioni «che si aggiungeranno al nostro fitto calendario», ha sottolineato Claudia Pagliari. Due gli esempi citati: «Belli di Sera» (mercato del mercoledì prima dell’Ascensione con negozi aperti fino alle 21) e «Belli Sold Out» (svendita a cielo aperto alla quale partecipano i negozi anche fuori mano «che hanno così l’opportunità di farsi conoscere da una clientela diversa oltre che di trasformare in liquidità articoli invenduti». Un ulteriore esempio di innovazione, ha annunciato, saranno le vetrine allestite con articoli prestati da altri commerci, all’insegna del motto «Un negozio aiuta l’altro!». Infine, se l’anno scorso a causa della solita pandemia si era dovuto rinunciare ai mercatini di Natale, «l’evento che più mi sta a cuore» ha detto la presidente, si incrociano le dita affinché stavolta ci possano essere.

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