Arbedo-Castione compie 200 anni

Storia

L’aggregazione nell’aprile del 1820: oggi le due realtà convivono mantenendo ognuna la propria orgogliosa identità - Il virus stoppa l’organizzazione della commemorazione rinviata a dopo l’estate: «Ora ci concentriamo sull’emergenza» - LA GALLERY

Arbedo-Castione compie 200 anni
Una scansione della pergamena in cui si sanciva la fusione tra Arbedo e Castione (© Comune di Arbedo-Castione)

Arbedo-Castione compie 200 anni

Una scansione della pergamena in cui si sanciva la fusione tra Arbedo e Castione (© Comune di Arbedo-Castione)

Arbedo-Castione compie 200 anni
Castione. ©CdT/Gabriele Putzu

Arbedo-Castione compie 200 anni

Castione. ©CdT/Gabriele Putzu

Arbedo-Castione compie 200 anni
Arbedo. ©CdT/Archivio

Arbedo-Castione compie 200 anni

Arbedo. ©CdT/Archivio

Anche se oggi come oggi per tutti noi il chiodo fisso è uno solo, e la priorità è uscire dal tunnel del coronavirus, la quotidianità va avanti, in qualche maniera, tutto sommato. Lo stesso vale per i Comuni, sempre attivi sul fronte dell’emergenza sanitaria. Tra di questi anche Arbedo-Castione, che negli scorsi giorni ha per altro reso pubblica una sua iniziativa benefica, devolvendo alla Catena della solidarietà un franco per ognuno dei suoi 5.176 domiciliati. Un gesto compiuto in un mese, quello di aprile del 2020, che nell’ottica storica non sarà uno qualsiasi per Arbedo-Castione. Nello stesso periodo del 1820, esattamente 200 anni fa, scoccò l’ora della fusione. Il giorno 26, un mercoledì, l’assemblea patriziale di Castione votò una petizione con la quale chiedeva ad Arbedo di «voler ricevere tutti questi patrizi e successori quali loro fratelli ed unirli e aggregarli alla loro comune, in modo che la comune di Arbedo con questa di Castione divenga d’ora in avanti una sol comune, un’Assemblea sola e un sol territorio». E il giorno successivo, il 27, la fusione fu cosa fatta.

La firma il giorno 27 a Bellinzona
Di quella aggregazione ricorre dunque il bicentenario. Ancora oggi i due villaggi geograficamente divisi dal fiume Moesa sono uniti in un solo ente locale, benché ognuno con le proprie tradizioni, le proprie manifestazioni, la propria orgogliosa identità e pure distinte sezioni partitiche, si pensi al PLR che detiene la maggioranza. L’Assemblea delegava a due suoi rappresentanti di sottoscrivere un rogito insieme ai delegati di Arbedo: le firme vennero apposte l’indomani presso un notaio di Bellinzona, e la fusione fu cosa fatta. Nel mandato si trovano i motivi dichiarati del matrimonio da parte dei castionesi, che nella citata petizione definivano la loro realtà «scarsa di popolazione, non che di risorse comunali, e carica di debiti, inconseguenza impotente a più oltre reggersi da se stessa». Se da un lato i meno abbienti castionesi si garantivano così il diritto di pascolo sopra i terreni comuni, dall’altro anche gli arbedesi avrebbero potuto godere dei beni di Castione, cioè di quei beni condivisi con Lumino, fonte di diatribe. Infatti, come ricorda oggi il Comune di Arbedo-Castione nei cenni storici sul suo sito, Lumino si oppose energicamente all’aggregazione in quanto, possedendo diversi terreni in comproprietà con Castione, ne sarebbe uscito perdente. Un’opposizione che nulla poté contro la volontà dei due villaggi vicini, che da allora sono uniti.

Si stava lavorando per giugno
Il Municipio attuale già da qualche tempo stava organizzando un evento-sorpresa per sottolineare il bicentenario dell’aggregazione. La manifestazione era stata inizialmente agendata per il weekend del 6-7 giugno. Ma già all’inizio di marzo, con l’avanzare dell’emergenza-coronavirus che si sarebbe poi manifestata in tutta la sua drammaticità, in seduta aveva deciso di posticipare la commemorazione a settembre. «L’organizzazione dell’evento così come lo abbiamo immaginato, con momenti musicali, culturali, e politici, richiede molta preparazione – spiega al CdT il sindaco Luigi Decarli – Vorremmo fossero due giorni di pura festa per tutti i nostri concittadini e per tutti quelli che desiderassero partecipare a questo momento storico, fulgido esempio di coesione Svizzera». In tal senso settembre poteva essere il mese giusto quale piano B, aggiunge il sindaco. Tuttavia, il protrarsi dell’emergenza coronavirus ha spinto il Comune a rivedere nuovamente la pianificazione. «In questo momento preferiamo concentrarci e convogliare le risorse e l’impegno dei nostri servizi a sostegno delle famiglie e delle aziende in difficoltà del nostro Comune, fornendo anche tutto il supporto possibile a coloro che hanno perso i propri cari» sottolinea Decarli. Insomma, l’organizzazione della festa per il bicentenario dell’aggregazione può senz’altro attendere.

Il Comune del Bellinzonese, diviso dalla Moesa: il 18 ottobre 2015 rigettò la fusione con la Città. Oggi conta 5.176 abitanti: 3.337 Arbedo, 1.839 Castione. ©CdT/Archivio
Il Comune del Bellinzonese, diviso dalla Moesa: il 18 ottobre 2015 rigettò la fusione con la Città. Oggi conta 5.176 abitanti: 3.337 Arbedo, 1.839 Castione. ©CdT/Archivio
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