«Assurdo realizzare un’altra area di servizio tra Bellinzona e Airolo»

Bassa Leventina

Il Gruppo Emanuele Centonze tramite un comunicato si dice preoccupato per l’iniziativa dei Comuni ritenendo che metterebbe a repentaglio gli altri investimenti simili

«Assurdo realizzare un’altra area di servizio tra Bellinzona e Airolo»
©CdT/Chiara Zocchetti

«Assurdo realizzare un’altra area di servizio tra Bellinzona e Airolo»

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«Un’assurdità». Così, in un comunicato diffuso oggi, il Gruppo Emanuele Centonze SA definisce l’intenzione di tre Comuni della Bassa Leventina di promuovere la realizzazione di un’area di servizio autostradale all’ex Monteforno di Bodio-Giornico nell’ambito del futuro Centro di controllo dei veicoli pesanti in fase di costruzione. Il Gruppo ECSA si dice «preoccupato per gli sviluppi riguardanti le aree di servizio della Bassa Levantina e vede a rischio gli investimenti e gli sforzi in corso per Stalvedro-San Gottardo Sud». E aggiunge: «La problematica di una nuova area autostradale era già stata segnalata al Cantone a più riprese e sembrava essersi risolta dopo il mancato interesse di un qualsiasi operatore del settore al concorso del 2019». Ora, l’idea di pianificare una stazione di servizio tra Bellinzona e Airolo viene appunto definita «un’assurdità». Questo, si spiega, perché le due località distano soltanto 50 km l’una dall’altra. Ecco perché «un’aggiuntiva stazione nel mezzo sarebbe un’irragionevolezza senza alcuna logica economica e metterebbe a rischio gli investimenti fatti recentemente da Shell/Marché di circa 30 milioni di franchi a Bellinzona e quelli del Gruppo ECSA pari a 10 milioni di franchi che stanno giungendo al termine a Stalvedro in alta Leventina».

«Cantone, occhio alle disparità di trattamento»
Nel comunicato si aggiunge che, se il Cantone dovesse scendere con le sue pretese di locazione verso la cordata dei tre comuni rispetto a quanto previsto nel 2019, «allora vi sarebbe una disparità di trattamento nei confronti degli attuali concessionari delle aree di servizio autostradali del Ticino. Inoltre, una nuova stazione porterebbe ad una chiara mutazione delle condizioni di mercato in Ticino, visto che si passerebbe dalle attuali 6 stazioni a 7, un evento assolutamente imprevedibile alla firma delle concessioni passate. Una richiesta di riduzione dei canoni di concessione delle stazioni già presenti sul territorio sarà quindi inevitabile». Il Gruppo ECSA confida dunque «che il Cantone non voglia mettere a rischio gli investimenti e gli sforzi intrapresi dalle varie società che hanno recentemente investito sull’asse autostradale ticinese, visto che l’attuale situazione, con 6 stazioni su 90 km di asse, non ha eguali in Svizzera».

Il progetto dei Municipi
I Municipi di Bodio, Giornico e Personico, ricordiamo, chiedono ai rispettivi Consigli comunali riuniti il 10 novembre di costituire una società anonima incaricata di intraprendere i primi passi per ottenere la concessione cantonale e giungere poi alla realizzazione della struttura destinata agli utenti dell’autostrada sull’asse del San Gottardo. Il progetto attuale prevede commerci, ristorazione, camere, pompe di benzina e ricarica elettrica. Si parla di un investimento di 15 milioni insieme a vari partner.

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