Bellinzona al Film Festival, «così non ha senso»

Cultura

Il gruppo Lega-UDC mette in discussione la partecipazione della Città al progetto Open Doors e suggerisce correttivi: «Non ci si può limitare a un momento di gloria sul palco e alla firma di un assegno»

Bellinzona al Film Festival, «così non ha senso»
©CdT/Zocchetti e Archivio

Bellinzona al Film Festival, «così non ha senso»

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«Certamente la collaborazione potrebbe continuare, ma è chiaro che non si può subire passivamente l’evento limitandosi a un momento di gloria sul palco e alla firma di un assegno». Il gruppo Lega-UDC di Bellinzona mette in discussione la partecipazione della Città al progetto «Open Doors» del Film Festival di Locarno, iniziativa tramite cui si valorizza il cinema del sud-est asiatico anche attraverso un premio sponsorizzato proprio dalla capitale ticinese. Secondo i consiglieri comunali della la collaborazione, che dura da anni, aveva inizialmente un senso e una certa strutturazione, eventi correlati in città e un certo coinvolgimento della popolazione. Ma ora tutto ciò sembrerebbe essersi un po’ esaurito e quest’anno non ci sarebbe stata alcuna comunicazione pubblica. «La ricerca di un valore aggiunto e della giusta visibilità - commenta un’interpellanza presentata nelle scorse ore - dovrebbe essere nell’interesse di ambo le parti», ovvero Bellinzona ed il FilmFestival. Si chiede quindi al Municipio di illustrare i dettagli degli accordi esistenti, tra cui l’impegno finanziario e quello effettuato a livello di comunicazione istituzionale per promuovere il sodalizio. Infine, l’Esecutivo ritiene di voler proseguire questa collaborazione e, se sì, cosa intende fare per proporsi in maniera più attiva?

«Tassi d’interesse che penalizzano i cittadini»
Intanto un’altra interpellanza a firma dello stesso gruppo chiede spiegazioni in merito al pagamento dei contributi provvisori di costruzione e dei contributi per le opere di miglioria che «il cittadino ha la possibilità di pagare in dieci rate annuali». Rate che, segnalano Lega e UDC, «sono calcolate con un interesse composto del 5%», giudicato «totalmente fuori mercato». La destra accusa così la Città di «lucrare sulla pelle dei cittadini prelevando un interesse che nessuna banca concede da moltissimi anni». Si chiede quindi al Municipio se non ritiene, così facendo, di penalizzare quei cittadini meno abbienti che non hanno la possibilità di effettuare i pagamenti in un solo versamento, e se è disponibile ad adeguare i tassi.

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