«Bellinzona, anche la sponda sinistra merita attenzione»

Territorio

Il gruppo PPD chiede al Municipio di replicare tra la cima di Medeglia e il pizzo di Claro, passando per la valle Morobbia, il successo nella valorizzazione della montagna di sponda destra col suo ponte tibetano - L’idea è quella di ispirarsi all’esperienza dell’Ente autonomo Carasc istituendo un ente analogo

«Bellinzona, anche la sponda sinistra merita attenzione»
La valle Morobbia. ©CdT/Archivio

«Bellinzona, anche la sponda sinistra merita attenzione»

La valle Morobbia. ©CdT/Archivio

La valorizzazione della montagna bellinzonese di sponda destra è un successo che va replicato anche sulla sponda sinistra. È quanto sostiene il gruppo PPD in Consiglio comunale che tramite un’interrogazione chiede al Municipio, nell’ambito del masterplan in fase di realizzazione, di elaborare entro il 2022 un piano d’intervento che indichi come imitare il progetto Carasc (quello appunto della sponda destra) inglobando la zona dal pizzo di Claro alla cima di Medeglia, con focus sulla valle Morobbia. Il tutto, si sottolinea, andrebbe fatto con il Comune in qualità di trascinatore ma evitando di sovrapporsi ad altre iniziative o ai Patriziati, il cui ruolo è per altro ritenuto centrale. Un ruolo ben dimostrato, commentano gli azzurri, dall’intuizione legata appunto a quanto fatto negli scorsi anni a favore della montagna di Sementina e Monte Carasso col loro popolarissimo ponte tibetano, «esempio virtuoso di una moderna gestione territoriale». Quella che viene definita una storia di successo «va vista come spunto per organizzare un approccio simile anche per la sponda sinistra». Dove, per altro, i Patriziati già stanno portando avanti «diversi progetti a varie fasi dove il pionieristico recupero del nucleo medievale di Prada è solo uno dei tanti». La riflessione non andrebbe limitata alla valle Morobbia bensì allargata a nord e sud, dunque rispettivamente fino a Claro e a Medeglia.

«Ruolo attivo anche per il Piano di Magadino»
Più concretamente, l’idea del PPD consiste nell’istituire un altro ente che curi la valorizzazione della montagna sulla sponda sinistra, ipotesi che per altro verosimilmente susciterà le critiche della destra, da tempo scettica nei confronti di questa forma di gestione di beni e servizi comunali. A mente degli azzurri la Città di Bellinzona sarebbe così chiamata ad assumere le redini dei progetti, evitando che gli stessi, in mancanza di una leadership, facciano fatica a concretizzarsi come sempre secondo il PPD avverrebbe oggi per altre iniziative che non possono far capo a una struttura solida come quella dell’Ente autonomo Carasc. In questo senso, si aggiunge nell’interrogazione sollevando una questione affine, «anche sulla gestione territoriale del piano di Magadino il Municipio della nuova Bellinzona, che assieme a Locarno ha la giurisdizione dei due terzi della superficie, dovrebbe valutare come giocare un ruolo attivo».

Maestoso: il pizzo di Claro. @CdT/SIBER
Maestoso: il pizzo di Claro. @CdT/SIBER
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