Bellinzona mette una barriera... alle barriere architettoniche

Inclusione

Il Municipio vuole investire 2,3 milioni per permettere l’accesso ai portatori di andicap a cinque stabili comunali, tra cui la Collegiata e Palazzo Civico - Il sindaco Branda: «Anche la libertà di movimento è un diritto fondamentale»

Bellinzona mette una barriera... alle barriere architettoniche
La chiesa Collegiata sarà accessibile anche ai portatori di andicap. ©CdT/Archivio

Bellinzona mette una barriera... alle barriere architettoniche

La chiesa Collegiata sarà accessibile anche ai portatori di andicap. ©CdT/Archivio

Bellinzona mette una barriera... alle barriere architettoniche
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Bellinzona mette una barriera... alle barriere architettoniche

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Dopo che ieri sono stati presentati grossi investimenti a favore dello svago e dell’infanzia, oggi il Municipio di Bellinzona annuncia importanti progetti destinati ai portatori di andicap. Sì perché in Svizzera, secondo le stime, il 10% della popolazione soffre di una disabilità, e pure la capitale ticinese ha le sue barriere architettoniche. A cui ora si mette... una barriera. «Anche la libertà di movimento è un diritto fondamentale dell’uomo che vogliamo sia rispettato» ha sottolineato il sindaco Mario Branda presentando alla stampa la richiesta di un credito complessivo di 2,3 milioni di franchi all’indirizzo del Legislativo. In questo modo l’Esecutivo intende rendere la Città ancora più inclusiva, cancellando progressivamente le preclusioni, ha aggiunto.

Lavori in vista a Palazzo Civico. ©CdT/Archivio
Lavori in vista a Palazzo Civico. ©CdT/Archivio

Soluzione per la chiesa
Come evidenziato dal capo del Dicastero opere pubbliche e ambiente Christian Paglia, dopo gli interventi già effettuati negli scorsi anni, si pensi ai marciapiedi dove comunque molto resta da fare, si prosegue ora con cinque edifici pubblici, tre del quartiere centrale e due della «periferia». In primis citiamo la chiesa Collegiata, un po’ per rispetto religioso e un po’ perché la nostra redazione si trova proprio dirimpetto, ma soprattutto perché del progetto si parla da anni, con don Pierangelo Regazzi particolarmente attivo nel rivendicare l’opera. È stato un parto difficile, considerando che si è dovuto trattare a lungo con l’Ufficio dei beni culturali, molto attento al carattere protetto del monumento. Alla fine è stata individuata la soluzione che non mette in ombra la facciata della chiesa: un lift che sarà realizzato sulla parte sinistra e porterà sulla terrazza laterale; da qui le sedie a rotelle potranno proseguire fino all’entrata sud dell’edificio sacro, dove una piattaforma mobile a pavimento permetterà di superare gli ultimi scalini. La spesa sarà di 260.000 franchi.

Si interviene anche al centro tennistico della capitale. ©CdT/Archivio
Si interviene anche al centro tennistico della capitale. ©CdT/Archivio

Interventi al tennis, Claro e Monte Carasso
Si interverrà anche a Palazzo Civico, dove l’unico ascensore presente è datato 1928 e non è a misura di sedia a rotelle. Verrà smantellato, e quindi realizzato un nuovo lift che consentirà il raggiungimento anche del secondo livello con la sala del CC (spesa preventivata: 740.000 franchi). Terzo progetto nella Turrita è quello previsto al centro tennistico, dove si creeranno le basi per permettere l’accesso dei disabili ai campi, al bar, ai WC e agli spogliatoi. Qui la spesa più elevata dell’intero pacchetto: 885.000 franchi. «Ma la città non si ferma ai confini del quartiere centrale e desideriamo che nessuno venga dimenticato» ha affermato il sindaco. Ecco perché il credito riguarda anche due edifici della «periferia». A Monte Carasso (con 200.000 franchi) si consentirà l’accesso alla Sala multiuso a lato del rifugio di Protezione civile nei pressi del Convento, accesso oggi non più possibile dopo il guasto al monta-persone. Infine, l’ex Casa comunale di Claro, sede dello sportello di quartiere: con 190.000 franchi verrà costruirà una rampa trasversale e una toilette dedicata ai portatori di andicap. Nel quartiere a nord l’opera assume un ruolo importante anche in chiave-postale, considerando che lo stabile potrebbe un giorno ospitare il servizio se il Comune dovesse assumerne la gestione.

Buona parte dei lavori in programma nei cinque edifici verrà eseguita tra quest’anno e il 2021, rendendo la vita un po’ più facile alle persone che non sono purtroppo libere di muoversi liberamente.

La Casa comunale di Claro. ©CdT/Archivio
La Casa comunale di Claro. ©CdT/Archivio
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