Bellinzona, occhiatacce alla videosorveglianza

Il Regolamento appena allestito dal Municipio è già criticato dalla Lega: "Scarsa trasparenza"

Bellinzona, occhiatacce alla videosorveglianza

Bellinzona, occhiatacce alla videosorveglianza

BELLINZONA - Bellinzona si dota del nuovo Regolamento per la videosorveglianza «aggregata». Scopo principale, come si legge nel messaggio municipale trasmesso al Legislativo, è la prevenzione della microcriminalità. Tra le novità ci sarà la possibilità di utilizzare videocamere mobili come a Lugano, Mendrisio e Chiasso. Gli apparecchi già in funzione sul territorio della nuova Città sono 42. Intanto però sono subito arrivate le critiche della sezione leghista, secondo cui il Municipio ha agito in maniera poco trasparente. Sarebbe stato meglio, spiega un comunicato, prima far approvare il nuovo Regolamento e solo in seguito procedere con l'operatività. Invece, secondo la Lega, la Città «ha sistemato e attivato videocamere un po' ovunque». E lo ha fatto benché non sia ancora stata creata la Commissione comunale della protezione dei dati, che secondo l'articolo 3 del regolamento deve essere sentita prima dell'installazione di nuove videocamere. Ricordiamo a tal proposito che rispondendo a un'interpellanza di Lelia Guscio l'Esecutivo aveva spiegato che la precedente base legale 'non impedisce al Municipio di predisporre modalità di videosorveglianza diverse e/o potenziate rispetto al passato'.

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