C'è poco da sorridere, anche se poteva andare peggio

Finanze

Bellinzona: per il 2022 si prospetta un disavanzo di 3,45 milioni di franchi con moltiplicatore stabile al 93% - Svelate le prime misure concernenti la revisione della spesa

 C'è poco da sorridere, anche se poteva andare peggio
©CdT/Gabriele Putzu

C'è poco da sorridere, anche se poteva andare peggio

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Dopo una settimana nella quale a farla da padrone è stato il tormentone «Rabadan sì o no? E dove?», Bellinzona inizia quella nuova con pochissima voglia di sorridere. E soprattutto senza motivi per festeggiare. Il preventivo 2022, la cui presentazione alla stampa è attualmente in corso, fa stato di un disavanzo di 3,45 milioni di franchi con moltiplicatore stabile al 93%. Le spese sono pari a 225,26 milioni a fronte di ricavi per 112 milioni. Investimenti netti per 25 milioni.

Che i conti fossero destinati a tingersi di rosso non è affatto una sorpresa. La pandemia, a livello di conseguenze finanziarie, ha fatto (e continua a fare, purtroppo) sconti a ben pochi Comuni in Ticino. Tuttavia il previsto deficit (che arriva, quello sì già certo, dopo il consuntivo 2020 che si è chiuso con una perdita di 6,95 milioni) preoccupa perché la Città aggregata non ha nemmeno cinque anni. Dopo le fasi di rodaggio e di consolidamento del matrimonio allargato avrebbe dovuto fare seguito quella di crescita e di sviluppo socioeconomico con l’avvio e/o concretizzazione dei progetti strategici. Quelli ritenuti imprescindibili per far decollare la capitale, per intenderci; come l’innovativo quartiere alle Officine FFS, l’ospedale regionale alla Saleggina, la valorizzazione dei castelli ed il rafforzamento del polo biomedico e delle scienze della vita, solo per citarne alcuni.

Sotto la lente

Nessun ripensamento riguardo agli importanti cantieri, sia chiaro, ma il Municipio guidato dal sindaco Mario Branda ha dovuto procedere al controllo certosino delle voci di bilancio per capire dove, come e quando intervenire. In parole povere si è agito a livello di revisione della spesa. Tutti i dicasteri sono stati passati al setaccio alla ricerca di possibili risparmi e di opportunità per aumentare le entrate. Un lavoro lungo, difficile, che non si fa mai volentieri perché si rischia sempre di scontentare qualcuno. Fra le misure messe in atto ecco la ottimizzazione delle sezioni delle Elementari, sono state adeguate le tasse per la raccolta e lo smaltimento rifiuti, una crescita degli utili della Azienda Multiservizi cittadina e la rinuncia a due responsabili di servizio.

E che di sicuro sarà al centro di osservazioni e critiche dapprima nel o nei rapporti della Commissione della gestione sul preventivo e, in un secondo tempo, durante la discussione plenaria in Consiglio comunale. La vera priorità dev’essere questa. Riportare le finanze cittadine sulla retta via. Ci vorranno anni – considerando che a Piano finanziario sono previsti disavanzi almeno fino al 2024, con le misure messe in atto si mira a ridurle tra i 2 e i 3 milioni ogni anno, e un’azione il più possibile concertata di Esecutivo e Legislativo. La futura Bellinzona non può permettersi di aspettare.

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