Cara Bellinzona, è questa la legislatura decisiva

L’ANALISI

Dopo un quadriennio dedicato al consolidamento post-aggregativo e contraddistinto infine dalle due note vicende per la capitale ticinese è indispensabile ora concentrarsi sui progetti strategici - E poi c’è il delicato capitolo delle finanze: le conseguenze della pandemia imporranno delle scelte

Cara Bellinzona, è questa la legislatura decisiva
Palazzo Civico. © CdT/Chiara Zocchetti

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Quella appena iniziata è soltanto la seconda legislatura della nuova Bellinzona, ma è già decisiva. Dopo la non facile fase di implementazione organizzativa, l’avvio e/o conclusione di alcuni cantieri che hanno interessato pure i quartieri e le incresciose vicende del 2020, i prossimi tre anni serviranno a consolidare ulteriormente organizzazione e struttura amministrativa, rafforzare quanto fatto e per gettare delle ancor più solide fondamenta dei progetti strategici.

Quelli che davvero saranno in grado di assicurare lo sviluppo socioeconomico della capitale ticinese. Che le daranno un nuovo volto entro il 2040 ed oltre. Per farlo occorre un quadro di stabilità finanziaria che, purtroppo, a causa della pandemia non è più tale. Il virus avrà delle conseguenze economiche non indifferenti, a medio-lungo termine, anche per la Turrita.

Gettito fiscale in calo

Le finanze, appunto. Ecco la priorità numero uno per l’Esecutivo entrato in carica ufficialmente il 21 aprile dopo la cerimonia di insediamento e che il 16 maggio saprà finalmente chi sarà il sindaco fra Mario Branda e Simone Gianini. Il consuntivo 2020, non ancora presentato, dovrebbe chiudere con un disavanzo di 7 milioni di franchi. Gli effetti della COVID-19 andranno a pesare soprattutto sul gettito fiscale con una contrazione pari a 5 milioni. Si aggiungeranno il calo delle imposte alla fonte ed il probabile rimborso di poco più di un milione del contributo di livellamento ricevuto l’anno scorso per un importo di circa 16 milioni.

Il futuro non è (più) roseo. Anzi. A Piano finanziario si prevedono infatti disavanzi pure quest’anno (7,8 milioni), nel 2022 e 2023 (circa 7 milioni) e nel 2024 (9,6 milioni). C’è poco da stare allegri all’ombra dei castelli. Ecco perché il consesso ha deciso di procedere con la cosiddetta spending review per capire essenzialmente se vi sono margini di risparmio (e, fondamentalmente, in quali settori/ambiti) e come fare per possibilmente aumentare le entrate.

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Attrattiva da più punti di vista

Qui si inserisce il discorso legato ai progetti di valenza strategica. Sono queste le opere che assicureranno il carburante alla Città per svoltare. Per diventare attrattiva dal punto di vista abitativo, turistico, in fatto di posti di lavoro ad alto valore aggiunto, di spazi di qualità a livello architettonico ed urbanistico e in virtù dei servizi il più possibile capillari offerti alla popolazione che attualmente supera di poco le 44.000 unità. Non si tratta di fare una guerra fra poli in Ticino per accaparrarsi nuovi abitanti, ma di essere pronti a cogliere le opportunità e le sfide che infrastrutture come la trasversale ferroviaria alpina garantiscono alla Turrita.

Bellinzona è come un mosaico che andrà a comporsi di tasselli all’avanguardia nei più disparati campi. Entro la fine dell’anno verrà inaugurata la moderna sede dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) all’ex campo militare. Un diamante da custodire che sarà arricchito dal centro di competenze nelle scienze della vita; inizialmente verrà ospitato negli spazi in via Vela lasciati liberi dall’IRB e poi si trasferirà nella sede ticinese del Parco svizzero dell’innovazione prevista fra meno di una decina d’anni nel futuro quartiere delle ex Officine, ad un tiro di schioppo dalla stazione.

Un centro all’avanguardia

Proprio quel comparto sarà il fulcro della Bellinzona di domani. Sarà la cartina di tornasole di un polo al passo coi tempi, vivibile e smart che non avrà nulla da invidiare ai centri del nord d’Europa delle stesse dimensioni. La «cittadella nella Città» si svilupperà a tappe indicativamente dal 2026-2030 al 2050. Avrà contenuti residenziali, culturali, sociali, formativi e commerciali nonché una grande almenda pubblica per il relax e lo svago. Fra la capitale e Giubiasco, sui terreni della Saleggina, vedrà per contro la luce l’ospedale regionale.

Altri progetti chiave in prospettiva sono la valorizzazione dei castelli (oggi denominati Fortezza), il terzo binario e la fermata in piazza Indipendenza, le Officine 2.0 a Castione (che interessano ovviamente da vicino anche la capitale), il Parco fluviale, il centro espositivo-congressuale. Senza dimenticare i quartieri, vero cuore pulsante della Bellinzona aggregata. Alcuni, nel primo quadriennio, hanno storto il naso, lamentando malfunzionamenti. Bisogna porvi subito rimedio.

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