Caro santino addio: i politici ora sono sui social

bellinzona

Dei 42 candidati al Municipio 25 utilizzano almeno due applicazioni per comunicare con i cittadini - La preferita è Facebook - Su Instagram spopolano le «Stories» per veicolare messaggi agli elettori - Bene anche i partiti

Caro santino addio: i politici ora sono sui social
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Caro santino addio: i politici ora sono sui social
Facebook: 34 papabili su 42. © CdT/Archivio

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Facebook: 34 papabili su 42. © CdT/Archivio

Caro santino addio: i politici ora sono sui social
Instagram: 25 su 42. © CdT/Archivio

Caro santino addio: i politici ora sono sui social

Instagram: 25 su 42. © CdT/Archivio

Caro santino addio: i politici ora sono sui social
Twitter: 13 su 42. © CdT/Archivio

Caro santino addio: i politici ora sono sui social

Twitter: 13 su 42. © CdT/Archivio

Caro santino addio: i politici ora sono sui social
Palazzo al passo con i tempi. © CdT/Archivio

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Palazzo al passo con i tempi. © CdT/Archivio

Caro santino addio: i politici ora sono sui social
E gli uscenti? Così così. © CdT/Archivio

Caro santino addio: i politici ora sono sui social

E gli uscenti? Così così. © CdT/Archivio

Santini ed aperitivi non bastano più. Nemmeno i manifesti e i volantini a tutti i fuochi. Signore e signori, la politica oggi la si fa (anche, se non soprattutto) sui social media. Dimenticate però Donald Trump e Matteo Salvini con i loro milioni di «seguaci». Le cifre in Ticino sono nettamente inferiori. Ma nel nostro piccolo c’è chi utilizza i moderni strumenti (che hanno abbattuto il paradigma della «cosa pubblica» racchiusa esclusivamente nella stanza dei bottoni) per comunicare con i cittadini-elettori. Succede pure a Bellinzona.

Il Corriere del Ticino è dunque andato a vedere quanti dei 42 candidati al Municipio il 5 aprile hanno un account sulle tre principali piattaforme di dialogo: Facebook, Instagram e Twitter. Diciamo subito che tranne 5 pretendenti ad una poltrona tutti gli altri dispongono almeno di un canale attraverso il quale entrare in contatto con il popolo del Web. Dunque i papabili a Palazzo civico sono messi non bene, ma benissimo.

Interpellanze ed opinioni

Ad andare per la maggiore è decisamente Facebook. Si affidano al social fondato da Mark Zuckerberg ben 34 pretendenti ad un seggio su 42 (81%). Come viene utilizzato? Nella maggior parte dei casi per condividere interpellanze/interrogazioni/mozioni oppure opinioni pubblicate sui quotidiani o ancora interviste concesse alla stampa o alla radiotelevisione.

Ad un mese e mezzo dall’appuntamento con le elezioni le «bacheche» dei candidati-utenti stentano a riempirsi di slogan e fotografie con l’invito ad apporre la crocetta giusta, tuttavia nelle prossime settimane il battage propagandistico crescerà vertiginosamente e inizieranno a comparire immagini e video a non finire. Da notare che l’unico papabile che ha una propria pagina pubblica ufficiale è l’attuale municipale PLR Simone Gianini.

Pochissimi «cinguettano»

Al secondo posto fra i social più utilizzati si classifica Instagram (25 su 42, 59,5%). Contrariamente a Facebook, ci si fa capo essenzialmente per pubblicare scatti personali. La politica non compare molto, se non nelle «Stories». Questa funzione della nota applicazione è il veicolo preferito per condividere messaggi in grado di raggiungere i cittadini-internauti. Pure in questo caso siamo pronti a scommettere che da qui al 5 aprile a mezzogiorno (chiusura dei seggi) spopoleranno audio e video. Sul gradino più basso del podio troviamo Twitter. Solamente 13 candidati ne vanno pazzi (31%). È un canale stranamente sottovalutato, se si pensa all’impatto che può avere: basti pensare all’uso che ne fa il presidente statunitense, il quale in pratica parla alla nazione attraverso i suoi mai pacati «cinguettii».

Destra e sinistra bene

Delle 42 persone che ambiscono ad uno scranno all’ombra dei castelli sono 10 quelle che sono iscritte a tutti e tre i social menzionati; 15 ne hanno due (i più gettonati sono Facebook e Instagram); mentre i candidati che utilizzano soltanto una piattaforma sono 12 (perlopiù la creatura di Zuckerberg). Entrando più nello specifico, e quindi dando un’occhiata alle sei liste in corsa per il Municipio cittadino, possiamo dire che i più al passo con i tempi sono gli esponenti di Lega-UDC-UDF-Indipendenti (in 4 su 7 fanno capo a tre social) seguiti da quelli del PLR e del PPD-GG-verdi liberali nonché delle compagini Verdi-ForumAlternativo-Indipendenti e Unità di sinistra. I papabili in lizza con MPS-POP-Indipendenti non amano per contro particolarmente i social, anche se va detto li sanno utilizzare benissimo soprattutto per organizzare appuntamenti e/o eventi.

Gli uscenti così così

Un ultimo sguardo, infine, sugli uscenti. Ossia sui cinque municipali che si ripresentano. Due non bazzicano nessun social (Giorgio Soldini e Mauro Minotti); il sindaco Mario Branda lascia ogni tanto qualche commento su Facebook; Simone Gianini e Christian Paglia sono molto attivi su Facebook ed Instagram, il primo si diletta anche nelle «Stories». A proposito di Instagram, negli ultimi giorni hanno ripreso vigore gli account «dormienti» dei partiti (cfr. a lato). Il 5 aprile è dietro l’angolo. Ogni voto conta. Sperando di trasformare il «mi piace» virtuale in una scheda reale.

Campagna lanciata

Facebook domina, a seguire Instagram, mentre Twitter è zoppicante. Il discorso fatto per i candidati che sognano una poltrona nel futuro Municipio di Bellinzona (si veda l’articolo principale) vale anche per i partiti. Il social partorito dalla fervida mente di Mark Zuckerberg è il favorito fra le forze politiche della capitale ticinese. PLR, PPD e PS - che assieme contano, oggi, sei municipali su sette - strizzano l’occhio ai cittadini-elettori attraverso fotografie, messaggi video, inviti ad eventi e/o appuntamenti. Si sanno muovere bene anche Verdi, Lega ed UDC nonché il Movimento per il socialismo.

Sempre più interattivi

L’avvicinarsi del 5 aprile, giorno delle elezioni, ha portato i partiti a «riattivare» con più frequenza il canale Instagram. Chi sembra utilizzarlo nel migliore dei modi è il PLR. Non solo attraverso la pubblicazione di immagini, ma soprattutto tramite le «Stories», funzionalità che come abbiamo visto è molto in voga anche fra i pretendenti ad un seggio. Il PS al momento è ancora in letargo. Non così il PPD che ha fatto la sua comparsa a fine gennaio: conta già 5 post, 1 «storia» e persino l’hashtag personalizzato. Ci sono anche i Verdi del Bellinzonese; Lega e UDC e l’MPS dipendono molto dagli account dei singoli candidati.

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