Casa Marta, sì al nuovo aiuto della Città

BELLINZONA

La Gestione dà luce verde all’ulteriore contributo di 450.000 franchi per la realizzazione del centro per senzatetto negli stabili ex Ostini

Casa Marta, sì al nuovo aiuto della Città
Il preventivo per la ristrutturazione degli stabili ex Ostini è lievitato dai 3,5 iniziali agli attuali 4,5 milioni di franchi

Casa Marta, sì al nuovo aiuto della Città

Il preventivo per la ristrutturazione degli stabili ex Ostini è lievitato dai 3,5 iniziali agli attuali 4,5 milioni di franchi

Luce verde, seppur senza grandi entusiasmi, all’ulteriore contributo di 450.000 franchi alla Fondazione Casa Marta per la realizzazione del centro di accoglienza per persone in difficoltà negli stabili ex Ostini a Bellinzona. L’ha accesa la Commissione della gestione del Consiglio comunale cittadino. Il rapporto (relatore Paolo Locatelli, PPD) non reca tuttavia la firma dei commissari del gruppo Lega-UDC, mentre il liberale radicale Tiziano Zanetti l’ha sottoscritta con riserva. Il nuovo contributo che il Municipio ha deciso di stanziare contribuirà a coprire l’aumento delle spese necessarie alla ristrutturazione del vetusto edificio che la Città, come già deciso dal Consiglio comunale nel 2015, cederà alla Fondazione con un diritto di superficie della durata di 50 anni. Se in un primo momento si stimava di poter realizzare spendendo 3,5 milioni di franchi, ora gli adeguamenti necessari alla funzionalità della struttura hanno fatto lievitare i costi di un milione. La raccolta di fondi, unita al prestito ipotecario, ha consentito alla Fondazione di raggiungere la somma di 1,75 milioni, mentre il debito ipotecario massimo che potrà essere concesso è di 1,9 milioni. Resta quindi da coprire l’importo di 850.00 franchi che grazie al nuovo contributo della Città e a quello di 400.000 stanziato dal Cantone dovrebbe essere garantito così da consentire la realizzazione del centro che s’insedierà in via Guisan, dietro l’edificio di BancaStato. Pur ritenendo necessari sia la struttura sia il servizio che offrirà una volta diventata operativa, la Gestione ha voluto chiarire se non vi fosse, in via teorica, la possibilità che la Città aggregata debba in futuro dover rispondere di eventuali perdite cagionate dalla gestione dell’attività di Casa Marta. Il tal senso ha ottenuto le rassicurazioni del Municipio secondo le quali, con l’approvazione del messaggio relativo alla concessione dell’ulteriore aiuto finanziario di 450.000 l’Esecutivo «reputa di aver contribuito ampiamente alla realizzazione del presente progetto. Sarà cura del Municipio ribadire ai promotori del progetto, una volta ancora, di non poter considerare ulteriori richieste di natura finanziaria. Eventuali contributi finanziari (sia nella ristrutturazione che nella gestione futura dell’attività) dovranno essere reperiti direttamente dalla Fondazione Casa Marta» riporta la relazione commissionale. In aggiunta i commissari precisano che «la gestione operativa della struttura - analogamente a quanto praticato a Casa Astra e Casa Martini - è assicurata principalmente grazie i contributi dei servizi Cantonali (in primis, l’Ufficio Sostegno Sociale e dell’inserimento - USSI/DSS). A sua volta, la Fondazione Casa Marta ha già ottenuto, di sua sponte, il supporto di fondazioni private che, all’evenienza, si sono dichiarate disposte a concedere aiuti finanziari per garantire l’operatività della struttura».

Bonifica ex Petrolchimica, via libera alla prima tappa

Da un edificio da restaurare ad un terreno da bonificare, segnatamente quello dell’ex Petrolchimica di Preonzo. Il credito di poco superiore al milione di franchi chiesto dal Municipio per procedere alla prima tappa della bonifica del sedime contaminato, cioè allo sgombero delle infrastrutture in superficie, ha ottenuto il via libera dalla Commissione dell’edilizia (relatore Bixio Gianini, PLR). Questo primo passo «permetterà di procedere in seguito con il risanamento del sottosuolo, che sarà oggetto di un altro messaggio dopo gli ulteriori e necessari approfondimenti e l’esame della suddivisione dei costi, che si annunciano ingenti, tra i vari attori” annotano i commissari. Il loro auspicio è che, nonostante il responsabile dell’inquinamento sia ormai fallito da tempo e difficilmente potrà essere chiamato alla cassa, “qualora fossero ancora possibili azioni giuridiche contro gli inquinatori il Municipio si faccia parte attiva per ottenere ogni risarcimento».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Bellinzona
  • 1
  • 1