«Case anziani e aiuto domiciliare, ci vuole un ente comunale»

Bellinzona

Una mozione del Movimento per il socialismo chiede servizi garantiti in modo uniforme su tutto il territorio cittadino

 «Case anziani e aiuto domiciliare, ci vuole un ente comunale»
© CdT/Chiara Zocchetti

«Case anziani e aiuto domiciliare, ci vuole un ente comunale»

© CdT/Chiara Zocchetti

Costituire un ente comunale che gestisca le case per anziani ed il servizio di aiuto domiciliare nella Città di Bellinzona. Lo chiede una mozione firmata dai consiglieri comunali del Movimento per il socialismo Matteo Pronzini, Angelica Lepori e Giuseppe Sergi. L’ente dovrà premurarsi di garantire in modo uniforme su tutto il territorio cittadino servizi in favore di persone, di regola anziane, parzialmente o completamente non autosufficienti che manifestano bisogno di cura, assistenza o sostegno in ambito protetto in strutture sociosanitario per soggiorni a tempo indeterminato, terapeutico temporaneo o diurno. Ma non solo: i servizi dell’ente comunale dovranno anche essere garantiti a persone che per malattia, infortunio, disabilità, maternità, vecchiaia o difficoltà socio-familiari necessitano di assistenza e cura a domicilio. La mozione propone che nell’ente confluiscano le attuali strutture comunali (Centro Somen, nonché le due case anziani di Bellinzona e quella di Sementina), così come quelle in cui la Città ha una partecipazione maggioritaria (casa anziani Aranda e Associazione bellinzonese per l’assistenza e cura a domicilio).

Trattative da avviare con le strutture private

Non da ultimo la mozione targata MPS prevede che la Città debba iniziare delle trattative con le case anziani private presenti sul territorio cittadino (Greina, Paganini Ré e Visagno) con l’obiettivo di integrarle nell’ente comunale. Quest’ultimo, propone ancora la mozione, dovrà garantire le stesse prestazioni a tutta la popolazione residente, indipendentemente dal tipo di contratto assicurativo dei singoli. I rapporti di lavoro del personale dovranno poi essere retti dal diritto pubblico e negli organi dell’ente vi dovrà essere pari rappresentatività del Comune, dei dipendenti e degli utenti. Al Consiglio comunale, infine, spettano i compiti di vigilanza, di approvazione della qualità delle cure offerte, di discussione e approvazione dei conti annuali, di approvazione degli obiettivi strategici, di approvazione degli investimenti finanziari e di nomina degli organi statutari. Quale ultimo requisito, il testo della mozione indica che le strutture stazione gestite dall’ente comunale dovranno offrire unicamente camere singole, con eccezioni previste solo su esplicita richiesta degli utenti.

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