Cassa pensione, è pronto il «tesoretto»

BELLINZONA

Accordo fra il Fronte unico dei dipendenti della Città ed il Municipio che metterà sul tavolo complessivamente 24 milioni di franchi - Il Movimento per il socialismo boccia tuttavia questa intesa

Cassa pensione, è pronto il «tesoretto»
(Foto Maffi)

Cassa pensione, è pronto il «tesoretto»

(Foto Maffi)

BELLINZONA - «La trattativa è stata lunga ed impegnativa ma alla fine crediamo di aver presentato una valida proposta. Con il Municipio le discussioni sono state portate avanti in un clima aperto, di dialogo e di reciproco rispetto. Ora tocca ai collaboratori esprimersi, ai quali proprio stamattina abbiamo inviato una comunicazione in tal senso». C’è una soluzione per le misure di accompagnamento relative al passaggio di cassa pensione dei dipendenti della Città di Bellinzona. E, come ci ha spiegato la vicepresidente del Fronte unico dei dipendenti (FUD, che riunisce la Commissione del personale e i sindacati VPOD e OCST) Sara Demir, si tratta del miglior accordo che è stato possibile trovare. L’ultima parola spetta adesso proprio agli impiegati della Turrita. L’attesa assemblea si terrà a fine agosto-inizio settembre. Dal canto suo il Movimento per il socialismo (MPS), in una nota, ha espresso un giudizio «negativo».

Il Municipio, complessivamente, è pronto a mettere sul tavolo altri 6 milioni di franchi, portando così a 24 milioni l’iniezione di capitale complessiva. «I 6 milioni non sono da mettere in relazione al passaggio dalla CPE Cooperativa e IPCT alla CPE ma alla prevista riduzione del tasso di conversione che, purtroppo, non era stata comunicata al momento del passaggio», osserva il FUD. Che ha ottenuto di far verificare da un ente esterno «eventuali errori effettuati nell’ambito della presentazione del confronto tra le prestazioni previste dalla CPE Cooperativa e l’attuale piano previdenziale, con l’impegno del Municipio, se ciò sarà provato, di intervenire per sanare le singole posizioni». Bisogna capire come la penseranno gli 850 dipendenti (docenti esclusi) della Città di Bellinzona. Soprattutto occorrerà verificare quale rispondenza otterrà questa soluzione da parte dei collaboratori (e sono 440) che hanno firmato la petizione promossa dal Movimento per il socialismo. Una raccolta firme attraverso la quale si chiede al Legislativo di intervenire per rimediare alle perdite sulle rendite.

La risposta dell’MPS è per contro già giunta ieri. Ed è senza appello. L’intesa tra FUD e Municipio viene bocciata: «Pur non conoscendo il dettaglio delle proposte avanzate, appare difficile, sulla base dell’ammontare messo a disposizione (6 milioni), ritenere che questa ipotesi di accordo possa rispondere in modo adeguato alle richieste del personale. Pertanto il nostro giudizio su questa ipotesi di accordo non può essere che negativo». Secondo il movimento rappresentato in Consiglio comunale da Angelica Lepori e Monica Soldini con questa soluzione «i sindacati di regime (e che mostrano ormai di non essere rappresentativi della volontà del personale) tentano di svendere, per la seconda volta, i diritti pensionistici dei dipendenti della Città».

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