RIVIERA

Cercò di aggredire la moglie con l’ascia, accusato di tentato omicidio

Rinviato a giudizio un 49.enne cittadino straniero che nel mese di agosto dell’anno scorso diede vita a una furibonda lite domestica

Cercò di aggredire la moglie con l’ascia, accusato di tentato omicidio
(Foto Reguzzi)

Cercò di aggredire la moglie con l’ascia, accusato di tentato omicidio

(Foto Reguzzi)

RIVIERA - Tentato omicidio, in via subordinata tentate lesioni gravi. È l’accusa principale di cui dovrà rispondere in aula il prossimo 4 giugno un 49.enne cittadino straniero residente in Riviera che nel mese di agosto dell’anno scorso diede vita a una furibonda lite domestica. L’uomo è stato rinviato a giudizio davanti a una Corte delle Assise criminali dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas, titolare dell’inchiesta di cui non si era finora avuta notizia e che è stata rivelata dalla RSI. Rischia una pena tra due e cinque anni. L’uomo, ubriaco, si scagliò sulla moglie. Secondo quanto riferito, prima le scaraventò un tavolino in ferro dal balcone di casa, senza colpirla. Poi scese da basso e impugnò un coltello. Dopo averlo lasciato prese infine in mano un’ascia, che si trovava all’esterno dell’abitazione. Dopodiché, brandendo l’attrezzo rincorse la donna. Questo, almeno, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, una ricostruzione contestata dalla difesa. In definitiva il 49.enne si limitò a sfogare la propria rabbia contro l’auto della consorte. Da allora l’uomo è dietro le sbarre in espiazione anticipata della pena. L’accusa più pesante formulata nel suoi confronti è, come detto, quella di tentato omicidio. Accusa, questa, che è riferita al lancio del tavolino. Per gli altri episodi sono stati ipotizzati reati per così dire «minori», tra cui minaccia, danneggiamento, ingiuria e vie di fatto. Nei confronti dell’imputato, che sostiene di non ricordare nulla di quanto accaduto, Zaccaria Akbas chiederà una pena compresa tra i due e i cinque anni. Lo spuntare di un’ascia durante una lite non è un fatto del tutto raro, anche se nel caso in questione l’attrezzo non è stato utilizzato. Tra i casi più eclatanti avvenuti in Svizzera, quello del 32.enne francese che nel 2014 si era scagliato contro una pensionata a Martigny, e quello del pachistano di 54 anni che nel 2010 uccise a Zurigo la figlia 16.enne.

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