Circonvallazione, la Città non molla

ALPTRANSIT

Bellinzona non dispera di veder realizzata l’opera, tuttavia c’è l’ostacolo dei costi: 2,5 miliardi di franchi - Anche gli abitanti del quartiere di Gnosca auspicano il collegamento

Circonvallazione, la Città non molla
(Foto Putzu)

Circonvallazione, la Città non molla

(Foto Putzu)

La mobilità è stata al centro della quarta serata post-aggregativa della Nuova Città svoltasi ieri sera a Gnosca. C’è chi ha chiesto una linea bus che colleghi il quartiere con Castione, utile per coloro che devono recarsi alla stazione o a fare la spesa nei supermercati. Mentre qualcuno si è addirittura spinto oltre, auspicando finalmente il completamento di AlpTransit con l’agognata circonvallazione di Bellinzona. Un’opera utopica, quest’ultima? Molto probabilmente sì. Il Municipio non dispera ma è stato chiaro: anche se si dovesse concretizzare, non sarebbe musica dell’immediato. Ci vorrebbero decenni. Di sicuro i crediti per procedere alla progettazione e alla realizzazione non sono previsti prima del 2040. Ancora vent’anni solo per dire sì. Ancora una generazione.

«La nuova direttrice del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni Simonetta Sommaruga ha dimostrato una certa apertura rispetto a chi l’ha preceduta, ma perlopiù per quanto riguarda il proseguimento a sud di Lugano. L’Esecutivo a più riprese ha rivendicato la circonvallazione (tant’è che il Consiglio di Stato ha inserito la richiesta nella presa di posizione sull’ultimo Piano di sviluppo della rete ferroviaria nazionale; ndr.), ma si tratta di una questione di non facile soluzione. Soprattutto per via dei costi», ha precisato il capodicastero Territorio e mobilità Simone Gianini. Eccolo il vero ostacolo. Le alternative sul tavolo sono due, entrambe onerose: a 2 binari (spesa di 2,5 miliardi di franchi) oppure a un binario solo (1,5 miliardi). A Berna ritengono l’investimento esagerato. La Città ha dunque pensato a un piano B, «che non dovrà in ogni modo essere letto come un contentino»: la realizzazione del terzo binario con annessa fermata TiLo in piazza Indipendenza, dal 2025-2026. «È un’opera che l’Esecutivo ritiene fondamentale per risolvere il problema dei treni merci che circolano in centro città, per la quale si prevede un investimento di 170 milioni», ha puntualizzato Gianini. Il progetto ha diviso la Turrita; all’Ufficio federale dei trasporti sono state inoltrate 27 opposizioni. Il municipale ha in seguito risposto alle diverse sollecitazioni provenienti dalla sala (una quarantina i presenti) riguardanti i mezzi pubblici: «Tutte le esigenze singole non possono essere esaudite. Nella fattispecie la valutazione del potenziale d’utenza non è tale da giustificare una corsa verso Castione. Mi preme sottolineare, però, che dal 2020 verrà ulteriormente potenziata la linea Biasca-Bellinzona con fermata, appunto, pure a Gnosca. Attualmente la Città investe 9 milioni all’anno nel trasporto pubblico, dall’anno prossimo saranno 11». Per restare in tema, infine, un abitante ha segnalato il rumore proveniente dall’A2. Il sindaco Mario Branda ha affermato che è in corso uno studio di fattibilità per la realizzazione di colline fonoassorbenti. I risultati sono attesi nei prossimi mesi.

Tra pre-asilo ed ex Petrolchimica

Ha surriscaldato un po’ il clima la recente apertura di un pre-asilo al salone parrocchiale. Delle perizie hanno segnalato dei problemi alla soletta dell’edificio. La presidente della sezione PPD di Bellinzona Sara Gianoni Pedroni ha domandato se vi sono dei pericoli per la sicurezza dei bambini. «No», ha tagliato corto il presidente del Consiglio parrocchiale, l’ex municipale Giuseppe Pansera. Tuttavia i preposti uffici cittadini faranno a breve un sopralluogo. Attualmente al servizio si rivolgono sette bimbi con meno di 3 anni, i quali sono sotto la custodia di due maestre. L’avvocato Franco Gianoni, ex sindaco di Gnosca e granconsigliere, ha in conclusione chiesto lumi sulla bonifica dei terreni dell’ex Petrolchimica a Preonzo: «Stando a quello che ho appurato dal profilo giuridico, Città e Patriziato non devono pagare per il risanamento. A farlo dev’essere il Cantone». La spesa prevista è di 20-25 milioni di franchi (cfr. il CdT di martedì scorso): 80% a carico di Confederazione e Cantone, per il 20% del Comune di Bellinzona. Non è escluso che una piccola parte possa ricadere sull’ente patriziale. «Mi ricordo che a suo tempo avevo persino pensato di vendere la casa: la puzza che arrivava era davvero insopportabile. È giunta l’ora di risolvere questa incresciosa situazione una volta per tutte», ha chiosato Gianoni.

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