Procura federale

Coca dal Sudamerica, incarto sospeso

In standby la procedura a carico di un 70.enne italiano che per due volte non si è presentato in aula a Bellinzona: si tratta di un addentellato della maxi-inchiesta «Ombra»

Coca dal Sudamerica, incarto sospeso
(Foto Archivio CdT)

Coca dal Sudamerica, incarto sospeso

(Foto Archivio CdT)

BELLINZONA - È finito nel «congelatore» l’ultimo addentellato dell’inchiesta denominata «Ombra», che per un ingente traffico di cocaina dal Sudamerica all’Europa con il Ticino a fare da base logistica ha portato negli scorsi anni alla condanna di numerose persone con ruoli organizzativi e altre che fungevano da corrieri. Lo scorso mese di gennaio, come appreso dal CdT, il Ministero pubblico della Confederazione ha infatti sospeso la procedura a carico di un 70.enne italiano residente nel Milanese che per ben due volte non si era presentato a Bellinzona per il processo a suo carico davanti alla Corte del Tribunale penale federale (TPF). L’ultima volta il 13 marzo del 2018, quando era per contro stato processato un 63.enne della regione già finito nel mirino di un’inchiesta connessa una decina d’anni fa, e che questa volta era stato condannato per il trasporto e la vendita in Italia di 8 kg di cocaina.

Per il 70.enne presunto complice – in considerazione appunto del fatto che non si era presentato in aula e che per motivi formali non si è potuto procedere alla condanna in contumacia – la Corte del TPF presieduta dal giudice Tito Ponti aveva deciso di disgiungere l’incarto, rispedendolo alla Procura federale. La stessa era tenuta ad aprire un nuovo procedimento nei confronti dell’imputato assente cercando in particolare di localizzare una terza persona utile alle indagini. «Le ricerche – spiega da Berna il servizio stampa del Ministero pubblico della Confederazione – si sono tuttavia rivelate infruttuose, motivo per cui la procedura penale è stata sospesa nel gennaio 2019 in virtù dell’articolo 314 del Codice di procedura penale». L’incarto è dunque in standby, ma nulla impedirà alla Procura federale di riattivarlo nel caso in cui i motivi alla base della sospensione dovessero scomparire.

Nel corso del processo tenuto nel marzo del 2018 a Bellinzona - con la condanna del 63.enne svizzero a un anno da scontare per infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti - erano tornati i soliti nomi, i soliti luoghi, le solite dinamiche già emerse nelle varie fasi delle indagini coordinate dal procuratore federale Alfredo Rezzonico. Le stesse erano scattate nel 2009 in seguito all’arresto di un ticinese a Rio de Janeiro e hanno coinvolto gli inquirenti di molti Paesi. Ufficialmente quest’ultima procedura non era parte integrante dell’inchiesta «Ombra», ma molti fattori vi erano in qualche maniera legati.

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