«Contro la violenza sulle donne, per la salute mentale»

Iniziative

Il Comune di San Vittore ha aderito alla campagna del 25 novembre - E intanto si profila pure a favore del benessere psichico con l’azione «Come stai?» tramite delle panchine molto speciali

«Contro la violenza sulle donne, per la salute mentale»
©CdT/Archivio

«Contro la violenza sulle donne, per la salute mentale»

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Come altri Comuni anche San Vittore ha aderito quest’anno alla Giornata internazionale contro la violenza domestica che prevede di illuminare un edificio significativo con luce arancione un edificio fino all’11 dicembre in orario serale. L’edificio scelto dal Municipio mesolcinese è l’ex stazione ferroviaria. Per quale motivo? Perché quel luogo – spiega la sindaca Nicoletta Noi Togni – «è sinonimo di protezione lungo un viaggio che potrebbe essere simbolicamente quello della vita». Inoltre, ha aggiunto, la stazione può anche rappresentare le tappe della vita con riferimento a quella della famiglia, vista come luogo di crescita, di apprendimento, di preparazione all’esistenza di una collettività.

Nello stesso luogo si è per altro tenuta, proprio il 25 novembre, una serata di sensibilizzazione sul tema e sulla campagna per la salute mentale denominata «Come stai», patrocinata dal Cantone dei Grigioni. Pioniere in Svizzera con questo progetto di prevenzione della malattia psichica, Coira ha ricevuto l’appoggio di Mente Sana e delle Associazioni dei medici e degli psichiatri svizzeri. Dodici altri Cantoni hanno collaborato all’iniziativa che si è protratta da giugno ad ottobre, con azioni mirate tra le quali la più significativa è stata la donazione di panchine ai Comuni.

Panchine che richiamano nel loro colore giallo paglierino la luce ed il calore del sole. E che sono pensate per sedersi e chiedere all’interlocutore: «Come stai?». Si tratta di una domanda che non deve essere posta «tanto per dire qualcosa», è stato spiegato ancora a San Vittore, ma che deve sorgere da un interesse vero verso l’altro. «Come stai?» figura sulle panchine nelle tre lingue cantonali, e vuole essere «un appello alla nostra coscienza collettiva».

San Vittore. ©CdT/Archivio
San Vittore. ©CdT/Archivio
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