Coronavirus, al Moesano chi ci pensa?

San Vittore

La sindaca del comune confinante con Lumino si domanda: «Se ad esempio il Ticino decidesse di chiudere le scuole la prossima settimana, il Grigioni italiano quali disposizioni deve seguire?»

Coronavirus, al Moesano chi ci pensa?
© CDT/Archivio

Coronavirus, al Moesano chi ci pensa?

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Paura e allarmismo si combattono con un’informazione chiara, ma del Moesano chi si occupa: i Grigioni o il Ticino? È questa la richiesta dalla sindaca di San Vittore e deputata nel Gran Consiglio retico Nicoletta Noi-Togni.

«Se è nell’ordine delle cose che le autorità ticinesi parlino unicamente di Ticino essendo il confine politico chiaro tra i due Cantoni, non è nell’ordine delle cose da parte del Cantone dei Grigioni che una sua regione non venga recepita quando è confrontata con uno stato di pericolo nella sua particolarità territoriale. Il Canton Grigioni infatti si è limitato, dopo sollecitazione, ad inviare una breve circolare informativa (di base) a tutti i comuni grigionesi indistintamente e citando unicamente la fonte federale quale informazione e non dando praticamente nessuna disposizione», scrive Noi-Togni in una nota diramata oggi.

«Per i suddetti motivi la mia richiesta al Canton Grigioni è quella di definire chiaramente con il Canton Ticino se quest’ultimo - nella lotta al Coronavirus - possa ufficialmente e cioè dichiaratamente, includere nelle sue misure, sia di informazione, sia operative, il Moesano. Una misura che il Ticino sta in questo momento discutendo è la chiusura temporanea delle scuole; e questo per la settimana prossima. In questo caso cosa fa il Moesano, segnatamente San Vittore che si trova ad un chilometro di distanza dal Ticino? Chi decide, quando decide, cosa decide?», conclude Noi-Togni rivolgendosi ai Consigli di Stato di Ticino e Grigioni, la medico cantonale ticinese Giorgio Merlani e al direttore dell’Ufficio dell’igiene pubblica dei Grigioni, Rudolf Leuthold.

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