Coronavirus: il Moesano si appella a Coira

EMERGENZA

Consegnate oltre 500 firme, frutto di una petizione lanciata online per chiedere la chiusura delle attività non essenziali come fatto in Ticino - «Per proteggere la popolazione ed evitare un aumento dei contagi»

Coronavirus: il Moesano si appella a Coira
L’emergenza non si ferma al confine. © CdT/Archivio

Coronavirus: il Moesano si appella a Coira

L’emergenza non si ferma al confine. © CdT/Archivio

«Accordare al Moesano le stesse autorizzazioni del Ticino significa proteggere la popolazione più colpita, evitare un aumento dei contagi per i lavoratori indigeni e frontalieri, diminuendo il carico sulla sanità del Canton Ticino». Si conclude così la petizione online inviata nelle scorse ore al Governo retico. Oltre 500 le firme raccolte con le quali si chiede a Coira di chiudere le attività produttive e commerciali non essenziali nonché i cantieri come fatto dal Ticino e accolto, in via eccezionale, dal Consiglio federale. Coloro che hanno sottoscritto la petizione esigono pertanto un trattamento simile anche per i Grigioni, in quanto «questo è importante perché la Svizzera è composta da Cantoni ma, ancora prima di tutto, da cittadini/ine che condividono le loro realtà indipendentemente dalla targa del loro veicolo. È il caso del Moesano», regione limitrofa al Sud delle Alpi dove finora si sono registrate 3 morti a causa del coronavirus.

Ieri, come noto, le delegazioni dei due Governi (ticinese e grigionese) si sono incontrate a Bellinzona con il consigliere federale Ignazio Cassis per discutere dell’emergenza. Un summit che fa seguito alle rivendicazioni dei granconsiglieri di Mesolcina e Calanca i quali, per primi, avevano domandato l’adozione di provvedimenti speciali anche per il Moesano per evitare la diffusione della COVID-19. I deputati, ricordiamo, avevano addirittura scritto una lettera al Consiglio federale.

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