Progetto

«Così faremo pulsare il cuore di Bellinzona»

Presentate le strategie di EspaceSuisse per rilanciare il commercio in crisi della capitale: ora il Municipio passa la palla alla popolazione e ai professionisti - La misura più importante: portare nuovi domiciliati nel centro città

«Così faremo pulsare il cuore di Bellinzona»
Un centro storico magico ma troppo spesso desolato. (Foto Reguzzi)

«Così faremo pulsare il cuore di Bellinzona»

Un centro storico magico ma troppo spesso desolato. (Foto Reguzzi)

BELLINZONA - Come far rinascere i commerci e far di nuovo pulsare il cuore di Bellinzona? Da tempo se lo sta chiedendo il Municipio cittadino che per individuare delle strategie tra le altre cose ha dato mandato a EspaceSuisse di studiare la sua particolare situazione. Ne è scaturito uno studio: presentato oggi a Palazzo civico, servirà da base per coinvolgere gli attori coinvolti e la popolazione al fine di poi mettere in atto delle misure concrete. L’associazione, attiva in tutta la Svizzera nella promozione di uno sviluppo territoriale oculato, ha fatto emergere quelle che ritiene siano le debolezze e le potenzialità della Turrita, e le relative raccomandazioni per uscire dal tunnel, spiegate alla stampa dall’esperto del team ReteCentriStorici di EspaceSuisse, l’ingegnere Fabio Giacomazzi. Debolezze: l’esplosione del commercio online e la fuga in periferia dei negozi (circostanza invero non esclusiva della Turrita), elevati costi di affitto, bassa densità abitativa e difficoltà nell’accesso motorizzato. Potenzialità: il richiamo storico dei castelli, il potenziale residenziale in angoli del centro ancora poco sfruttati a tale scopo, il trasporto pubblico in espansione e AlpTransit. Infine le raccomandazioni e le strategie: promuovere, come detto, l’abitazione nel centro, sfruttare il potenziale residenziale nelle aree delle Officine FFS e dello Stadio, favorire la sistemazione degli arredi pubblici e il potenziamento della mobilità in generale, bloccare per quanto possibile lo sviluppo commerciale in periferia, vendere meglio i prodotti turistici locali. Il tutto coinvolgendo la popolazione e gli attori al fronte, in primis commercianti, esercenti, albergatori e proprietari immobiliari. Dopo la fase di studio da parte degli esperti di EspaceSuisse, si tratta ora appunto di lanciare la cosiddetta fase partecipativa, seconda tappa che sarà seguita da una terza, quella dell’implementazione da parte della politica. I domiciliati e le quattro categorie citate sono quindi invitati a discutere problemi e possibili soluzioni martedì 7 e martedì 21 maggio alle 20 nella sala Arsenale di Castelgrande.

Come spiegato da due municipali – i responsabili dei dicasteri Finanze ed economia Mauro Minotti e Territorio e mobilità Simone Gianini – il progetto rappresenta uno dei numerosi sforzi in atto da parte della Città per sostenere lo sviluppo del territorio e si svolge in coordinamento con gli importanti studi pianificatori in atto, in primis il Masterplan, e con le imminenti e future opere urbanistiche che interesseranno il comparto (si pensi in particolare al progetto multimilionario per la valorizzazione dei castelli, al nodo intermodale della stazione FFS e alla riorganizzazione della viabilità ad esempio nei comparti Orico-Franscini-Murate). Un’iniziativa analoga sarà poi svolta in altre aree del Comune, a cominciare dal già ben animato centro di Giubiasco.

«Il centro della Turrita è storicamente luogo di incontri, di scambio e di attività sociali, culturali ed economiche della regione – è stato evidenziato - Un ruolo rafforzato dopo l’aggregazione del 2017». Accanto a ciò la zona «offre un contesto di alta qualità di vita». Ma senza una massa critica di abitanti, e senza un tessuto sociale che viva 365 giorni all’anno, ha sottolineato Simone Gianini, non si va da nessuna parte. A maggior ragione se il contesto socio-culturale non favorisce queste dinamiche. A Bellinzona come in tutta Europa si assiste infatti a una progressiva delocalizzazione di commerci e attività storicamente collocate nei centri. «Soprattutto i commerci e la gastronomia hanno subito i contraccolpi dei cambiamenti strutturali in corso nei rispettivi settori a livello mondiale».

Sta dunque alla politica attivarsi, ed è ciò che il Comune intende fare. Se è vero che negli ultimi sei anni i residenti del centro sono aumentati dell’8% (arrivando a 1.420 persone) così come gli appartamenti (+3,5% a quota 959), molto resta da fare. Si vuole dunque attrarre più domiciliati, favorendo la costruzione di nuove abitazioni negli spazi liberi del centro. Questa e altre misure, come detto, saranno discusse nelle due serate informative e successivamente approfondite da un Gruppo d’accompagnamento. Per poi giungere sul tavolo del Municipio, chiamato a dare una spinta decisiva alla rinascita del centro storico cittadino.

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