Da Claro all’Himalaya per salvare una piccola scuola

Solidarietà

Costituita un’associazione che vuole aiutare il villaggio di Kuwa a 3.200 metri di quota nel Nepal - Alla testa i coniugi a atleti Arianna Regis e Marco Gazzola che vogliono salvare in particolare la minuscola struttura educativa locale

Da Claro all’Himalaya per salvare una piccola scuola

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Da Claro all’Himalaya per salvare una piccola scuola

Da Claro all’Himalaya per salvare una piccola scuola

Da Claro all’Himalaya per salvare una piccola scuola

Da Claro all’Himalaya per salvare una piccola scuola

Quattro mura, temperature bassissime e un umile pasto servito a 35 piccoli allievi. A giorni e giorni di cammino, e due voli interni, dal primo ospedale. Così si presenta la scuola del villaggio di Kuwa, 250 anime che vivono di una povera agricoltura a 3.200 metri di quota nel nord del Dolpo, regione nepalese al confine con il Tibet. Una realtà a noi completamente remota, ma che per un gruppo di amici di Claro è diventato il centro dei propri affetti. E il cuore di un importante progetto di solidarietà. Proprio nel quartiere bellinzonese lo scorso 17 novembre è stata costituita l’Associazione senza scopo di lucro denominata «Nepal per Te Tashi Delek». In generale ha lo scopo, tra le altre cose, di sostenere il sistema educativo del Paese himalayano, promuovere il benessere della popolazione locale, migliorare le condizioni sanitarie e igieniche, sostenere le famiglie e progetti infrastrutturali. Nello specifico si tratterà di offrire al villaggio di Kuwa l’appoggio necessario per poter mantenere la struttura scolastica e gli stipendi dei docenti, il cibo, il materiale e le divise. «Ma soprattutto vorremmo che questo popolo continui a preservare la propria ricca cultura che senza un sistema scolastico sarebbe destinata a scomparire» spiega al CdT Arianna Regis, vicepresidente dell’Associazione di cui è co-promotrice insieme al marito Marco Gazzola, con cui vive a Claro. Al loro fianco ci sono Sacha e Luisa Melera, Luisa Matasci (nel ruolo di segretaria) e Manuele Ambrosini (cassiere).

Un amore nato grazie allo sport
«La fiamma si è accesa lentamente durante i nostri viaggi in Nepal» racconta Arianna che condivide la passione per lo sport col marito Marco Gazzola, divenuto noto in Ticino una decina d’anni fa per due maratone compiute nel Sahara, tanto da venir soprannominato «La volpe del deserto». «La prima volta che sono atterrata nella capitale Katmandu era proprio per gareggiare in una corsa di 80 KM» ricorda Arianna Regis. «Ma ben presto ci siamo accorti che laggiù c’è molto da fare oltre che correre» aggiunge. Il «colpo di fulmine», come lo definisce, è scattato durante un trekking nel distretto del Dolpo, «un mondo incantato e incontaminato, sovrastato dai giganti himalayani». Un amore a prima vista. Poi il ritorno per ben tre volte, una delle quali Arianna si è fermata per due mesi come volontaria in un ospedale. Poi il marito l’ha raggiunta. «Insieme, percorrendo chilometri e chilometri, dal Dolpo e dal meraviglioso popolo nepalese abbiamo ricevuto tanti insegnamenti. Anche se di materiale loro non hanno molto da offrire, coi loro sorrisi, la loro estrema generosità, la loro accoglienza e il loro sapersi accontentare e vivere il presente ci hanno positivamente spiazzati». Da lì la decisione mettere in piedi un progetto di solidarietà, studiato nei minimi dettagli sulla base della situazione locale e di altre esperienze simili.

L’appello ai ticinesi
Ora si chiede il sostegno dei ticinesi. «Non vogliamo entrare a gamba tesa, ma intendiamo capire, insieme a chi ci vorrà sostenere e soprattutto sempre in condivisione con gli enti governativi attivi localmente e con la popolazione stessa, quali sono i bisogni primari da soddisfare». L’Associazione intende anche incoraggiare le visite in Dolpo. «Per questo siamo sin d’ora attivi e pronti ad indirizzare chiunque verso amici fidati e professionali che lavorano sul posto e che hanno accettato di collaborare con noi per poter permettere, a chi lo desideri, di toccare con mano la realtà di Kuwa». E chi volesse sostenere finanziariamente i progetti può farlo versando un contributo sul conto di «Nepal per te Tashi Delek», 6702 Claro, IBAN CH82 8080 8008 9630 2560 8. «Uniti potremo realizzare grandi sogni» promette Arianna Regis.

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