Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio

DOPO LA SENTENZA

Il giovane condannato per quello che sarebbe stato un massacro oggi verrà riportato nel foyer romando - Tutti auspicano che possa tornare il ragazzo sorridente di prima - Il giudice Mauro Ermani: «Gli auguro di ritrovare la serenità»

Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio
Il difensore del 21.enne, l’avvocato Luigi Mattei. © CdT/Gabriele Putzu

Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio

Il difensore del 21.enne, l’avvocato Luigi Mattei. © CdT/Gabriele Putzu

Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio
Il giudice Mauro Ermani. © CdT/Gabriele Putzu

Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio

Il giudice Mauro Ermani. © CdT/Gabriele Putzu

Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio
Il ragazzo, dopo il processo, scortato dagli agenti di custodia alla Farera. © CdT/Gabriele Putzu

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Il ragazzo, dopo il processo, scortato dagli agenti di custodia alla Farera. © CdT/Gabriele Putzu

Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio
Il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni. © CdT/Gabriele Putzu

Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio

Il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni. © CdT/Gabriele Putzu

Oggi, dopo la notte trascorsa alla Farera, tornerà in Romandia, nel foyer in cui a fine luglio 2018 ha iniziato il percorso psicoterapeutico. Ma il viaggio che attende il giovane condannato ieri a 7 anni e mezzo sospesi per aver pianificato la strage, fortunatamente sventata, alla Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona, è ancora lungo. Lunghissimo. Ha bisogno di cure. Di sconfiggere il male di vivere per poter tornare a vivere. Deve elaborare i fatti salienti della sua vita, superarli definitivamente. Tutti sperano che torni a sorridere come faceva un tempo. Che possa appassionarsi, di nuovo, di hockey, di calcio, di modellismo. Ecco perché, appena dopo che il presidente della Corte delle Assise criminali Mauro Ermani aveva finito di leggere il dispositivo della sentenza, il primo pensiero sia della difesa sia dell’accusa è andato a lui. A quel ragazzo che andava bene a scuola, intelligente, simpatico, altruista. Piuttosto che all’altra sua faccia, quella che voleva compiere un massacro, che aveva in mente di fare qualcosa di «inaudito, angosciante, terrificante e mostruoso», per dirla con il giudice.

«Posso parlargli? Come ha reagito?», è la domanda a bruciapelo che il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni fa al legale del 21.enne, l’avvocato Luigi Mattei, una volta usciti dall’aula predisposta al Palazzo dei congressi a Lugano. «Sapeva a cosa andava incontro», risponde serafico il patrocinatore del giovane. Ecco spiegato perché l’ex allievo non ricorrerà alla Corte di appello e di revisione penale, come abbiamo scritto ieri. Non vedeva l’ora di archiviare questa bruttissima storia, di lasciarsela alle spalle per provare a guardare avanti. L’aveva già detto lo stesso Mattei il primo giorno di processo, subito, nelle battute iniziali: «Il mio assistito ha bisogno di questo dibattimento». È un’altra tappa, dolorosa, del suo fin qui travagliato vissuto. Costellato da delusioni professionali ed amorose, da pensieri improvvidi e lugubri che tormentavano la sua fragile mente, da un piano che prevedeva un atto di violenza di massa senza precedenti in Ticino.

Bello, bellissimo, dunque, l’auspicio formulato dal giudice Mauro Ermani: «Le auguro di ritrovare la serenità». Ne ha bisogno come il pane, il giovane. «Adesso gli serve aiuto», confermano, all’unisono, sia la difesa sia l’accusa. Ma il primo passo lo deve compiere lui stesso. Dentro la sua testa. Non sarà facile, anche se come emerso durante i tre giorni di processo il trattamento stazionario permanente al quale si sta sottoponendo da due anni sta dando risultati incoraggianti. Deve continuare su questa strada, evitando ricadute come quella avuta nel 2019. Ancora per motivi di cuore. «O si confronta in un istituto o dovrà farlo altrove. Le delusioni amorose fanno parte della vita», gli ha detto il presidente della Corte. Ora, innanzitutto, deve ritrovare l’amor proprio.

Dalla sventata strage alla ricerca dell’amor proprio
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