Delitto di Monte Carasso, tre donne per giudicare una donna

GIUDIZIARIA

Martedì 3 marzo si aprirà il processo d’Appello per l’assassinio del 19 luglio 2016 - Alla sbarra comparirà la compagna dell’uomo che uccise l’ex moglie: in primo grado era stata condannata al carcere a vita - Lui, invece, ha ritirato il ricorso

Delitto di Monte Carasso, tre donne per giudicare una donna
© CdT/Archivio

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In aula tornerà solamente lei. Stavolta sarà sola la 40.enne di nazionalità russa condannata quasi un anno fa alle Assise criminali al carcere a vita per il delitto di Monte Carasso del 19 luglio 2016, di cui è considerata la mente. Il braccio, invece, ossia il suo compagno, al quale erano stati inflitti 16 anni di detenzione per aver ucciso l’ex moglie, come anticipato dal CdT lo scorso 7 dicembre ha ritirato il ricorso dopo una profonda riflessione per motivi personali. Davanti alla Corte di Appello e di revisione penale di Locarno presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will (affiancata da Rosa Item e Chiarella Rei-Ferrari) da martedì 3 marzo comparirà pertanto esclusivamente la donna dell’Est. Deve rispondere di assassinio e di denuncia mendace. Sarà difesa dall’avvocato Yasar Ravi. Il dibattimento dovrebbe durare tre giorni.

«Non hanno avuto scrupoli nell’uccidere per risolvere i loro problemi economici», affermò il giudice Amos Pagnamenta nella lettura del dispositivo della sentenza il 15 aprile 2019. Il delitto aveva suscitato molto clamore alle nostre latitudini per il fatto che era stato camuffato da suicidio per depistare gli inquirenti. L’uomo, ticinese, tuttavia, non ce l’ha fatta a convivere per il resto della vita con quel macigno sulla coscienza e nella primavera 2018 confessò. Lui e la cittadina russa furono arrestati. Gli interrogatori condotti dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli hanno consentito di chiarire la dinamica ed il movente. L’oggi 50.enne ha soffocato l’ex moglie e in seguito le ha tagliato le vene dei polsi per simulare il gesto estremo. In occasione del processo di prima istanza ha sostenuto di aver ucciso la donna che aveva sposato su pressione della nuova consorte, ossia la 40.enne cittadina russa. La quale ha più volte ribadito di non c’entrare nulla con l’assassinio.

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