Dieci misure provvisorie per una capitale «bike friendly»

Mobilità

Con la pandemia il boom delle bici: quattro cittadini di Bellinzona suggeriscono interventi per l’estate 2020 al fine di incentivare l’uso delle due ruote e collegare i quartieri in sicurezza

Dieci misure provvisorie per una capitale «bike friendly»
©CdT/Archivio

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©CdT/Gabriele Putzu

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Sarà stato l’isolamento forzato, quello stare in casa indigesto durante la fase più acuta della pandemia; sarà un po’ la voglia di cambiare dopo questa emergenza che ci ha segnati tutti; sarà la reticenza ad utilizzare i mezzi pubblici per timore di contagiarsi; sarà che ci siamo accorti di quanto sia importante il benessere inteso come stare all’aria aperta ma anche evitare il traffico. Per tanti motivi, ovunque sono tutti pazzi per la bici, come testimoniato anche dall’impennata delle vendite di due ruote. E non passa giorno che un movimento non lanci qualche nuova iniziativa e che i media non ne parlino, un fenomeno che pare particolarmente marcato in Italia e Germania. La Svizzera non è da meno, e il Ticino idem. L’ultima iniziativa in ordine di tempo arriva da Bellinzona dove quattro cittadini che salgono in sella quotidianamente propongono dieci misure che seguono le sette idee lanciate dai Verdi della capitale per incentivare l’uso delle due ruote. «Berlino, Milano, Parigi, seguite da Ginevra e da altre città svizzere, hanno deciso di aumentare provvisoriamente corsie e itinerari ciclabili (e pedonali) sicuri, riducendo l’accesso di alcune vie dei centri e dei quartieri al traffico motorizzato» sottolineano il geografo Gian Paolo Torricelli e il fabbro-artista Nicola Colombo («quello della nuvola di piazza del Sole» per intenderci) insieme all’economista Antonio Mottini e alla geografa Claire Fischer. Quelli che propongono sono definiti «interventi pop-up per migliorare la vita dei Bellinzonesi, misure provvisorie poco o per nulla costose, attuabili in poche settimane, che permetteranno di spostarsi in tutta sicurezza da nord a sud della Capitale».

I dettagli dai Saleggi fino a Gorduno
Cosa suggeriscono, in sostanza? Di mettere in sicurezza alcuni tratti o passaggi “problematici” sugli itinerari ciclabili esistenti; e di consentire un migliore collegamento tra il centro e i quartieri, adattando provvisoriamente la viabilità della città in favore dei percorsi ciclopedonali, restringendo molto parzialmente l’uso dei mezzi motorizzati. «Tutti gli interventi proposti - precisano - sono da intendere come provvisori per l’estate 2020, che conoscerà, oltre che un incremento dei ciclisti sulle nostre strade, un afflusso di turisti da nord delle Alpi. Alcune misure sono molto semplici da implementare, altre necessitano una ponderazione di interessi, ma possono essere messi in pratica con una segnaletica provvisoria. In ottobre si potrà trarre un bilancio dall’esperienza».

Alcuni esempi. Tra i Saleggi e lo stand di tiro: messa in sicurezza e «cucitura» delle zone 30 tra via Maestri Comacini e Via della Rongia. Poi, «all’uscita della nuova passerella ciclopedonale che oltrepassa Via Zorzi all’altezza del Garage Della Santa, le biciclette devono avere la precedenza sul traffico motorizzato». E ancora, «rendere accessibile via Salvioni verso il centro e “calmare” il traffico valorizzando piazza Orico e via Orico, così da permettere il transito delle biciclette nell’incrocio, da e verso il centro storico». Per quanto riguarda la zona di Piazza Simen-Hotel Unione, la stessa «potrebbe essere trasformata provvisoriamente in zona d’incontro a 20 km/h», un intervento che a mente dei promotori «permetterà di collegare il centro cittadino con le scuole, lo stadio, il bagno pubblico, la pista di pattinaggio e il parco urbano in modo sicuro».

Poi ancora altre idee analoghe per il quartiere Vela, la zona della stazione FFS, via Mirasole e scuole Nord, Gorduno... Tante idee verosimilmente non di facilissima attuazione, ma che verranno inviate al Municipio al Consiglio Comunale, alla presidenza e ai capigruppo «nella speranza di suscitare l’interesse o anche l’entusiasmo di chi amministra la città».

©CdT/Chiara Zocchetti
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